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Un posto dove andare

Pubblicato da Enzo Cilento su 7 Settembre 2015, 07:51am

Tags: #Lo spirito del viaggio

Un posto dove andare

E’ un periodo dell’anno, questo, in cui più che a viaggiare (è per pochi fortunati), si pensa a ritornare. E si ritorna alle proprie case, quando si senton proprie; alle proprie città; alle proprie occupazioni. Non riesco a non vedere in tutto questo il rischio di un’estraneità, spesso; come un’alienazione.

Perché il nostro cuore è altrove.

Penso a quanto ho amato Roma – dico - e a come me ne sono sentito man mano deprivato; come se mi avessero strappato una persona cara. Perché la città non è più, da tempo, la città che sento mia, ormai: degradata, disperata, aggressiva, insozzata. Oggi per me tornare a Roma è spesso solo un grande dolore, come uno struggente “Amarcord”. Così che non è più casa mia …

E così è stato a volte per quello che avevo scelto come lavoro. Immagino che lo stesso accada a tanti; persino tornando a casa, in un’abitazione, in un quartiere, in una famiglia che ci vede sopravvivere, così ...

Perciò ieri mi è sembrato ben strano caricare la mia macchina a più non posso, per partire. Con mia mamma che mi riempie delle sue conserve; io che affastello libri e qualche aspettativa.

E per strada tanti che tornano a quella che chiamiamo “casa”, armi e bagagli, chissà.

Stavolta che riparto senza lasciare macerie alle mie spalle – mi sembra – mentre la voglia di rivedersi e di ricominciare, di progettare c’è ancora. Chissà dove sto andando. Chissà qual è la casa mia.

E’ bello però questo Paese ferito.

Per la strada, sui due lati, ci sono nomi e cose che mi incuriosiscono ora. Quei paesi posti su di un monte; quell’edificio e quella torre.

All’ingresso di Salerno e prima di Arechi, il suo castello; è tutto un richiamo di torri e di gole; di feritoie e purtroppo di ferite aperte nelle montagne, di cave piene di fumo.

Da ragazzo son solito fin lassù, me lo ricordo, come a Cava dei Tirreni, fino alla Badia. Vi ho persino fatto l’insegnante per qualche mese.

L’ho fatto anche da solo quel cammino tra i sentieri. Mi ricordo le sorbe mangiate sul tragitto. Esistono ancora le sorbe?

Mentre da bambino sono andato più volte fino a Montecassino che ora vedo alla mia destra; ci sono stato con mio padre; e poi al sacrario di guerra: non ricordo granché. Dovrò tornarci.

Fantastichiamo viaggiando, da soli e con il compagno mio di viaggio. “Non ho mai visitato Trisulti e neppure Fossanova. Mi dovrai accompagnare” – dico risalendo la dorsale e intanto mi avvicino a questo posto che mi ospita ora.

Già! Ma dov’è il mio cuore?

Il mio cuore che s’apre ora allo spazio aperto dopo Roma, che vede di lontano il monte Soratte e poi la Sabina e comincia a intravvedere i monti tra la Flaminia ed il Ternano; è semplicemente con chi amo: ovvio!

Con gli uomini che ammiro e che mi invitano a cambiare; con le mie suggestioni un po’ storiche e letterarie; con la storia di eroismo e di santità di questo Paese; con tutte le persone che vorrei portare in viaggio con me, ora, per condividere, solidarizzare.

Ce n’è di lontanissimi; ce n’è di quelli da cui siamo costretti a separarci, anche se per poco; ce n’è di familiari e di colti; di semplici e di generosi; di uomini di fede e di gente che fede non ne ha.

Poterli portare con noi, risalendo la penisola ed il mondo, in fondo avviene già, se il nostro cuore è sempre un po’ con loro.

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E
E' anche questo. Casamari è belliissima. Va vista!
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B
Chiudo questa piccola escursione con un ricordo curioso che porto nel cuore:<br /> proprio in questa zona (più o meno) alle spalle di Scauri, altra località balneare dove ho trascorso una semplice giornata di sole, tempo fa, ho visto le indicazioni per un luogo che porta lo stesso identico nome di un paese della Calabria: in un attimo son tornata a quel fine Settembre di un paio d’anni fa quando ho preso al volo – con lo zaino in spalla - un treno che dopo 7/8 ore di viaggio mi ha portato a destinazione, dove pensavo/speravo di fare una visita a sorpresa, appunto con il “cuore”: ma proprio perché le sorprese non hanno preavviso, non è riuscita (é il rischio che spesso si corre improvvisando); dopo aver visto quel cartello stradale qui nel Lazio mi è venuto anche il sospetto di non aver azzeccato il posto, oltre al momento giusto…….<br /> Non che episodi del genere possano far perdere la voglia di viaggiare e di fare sorprese, (io non l'ho persa e di sicuro non son l'unica) di conoscere, scoprire, aprirsi al mondo e agli altri : è anche questo lo spirito del viaggio: giusto ????
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B
Lo sento un po’ mio questo spazio nel Blog per via del mio amore per l’Arte, per il Viaggio che ci porta con il corpo e con la mente …e lo spirito in altre “case”, in altri luoghi, come leggo nel pezzo di oggi.<br /> E così nel leggere i nomi di alcune località ho vagabondato fra ricordi e itinerari da (ri)percorrere:<br /> Le vacanze adolescenziali a Sabaudia con mia sorella e la sua famiglia e quindi le gite all’Abbazia di Fossanova, al Castello Caetani con la sua Torre merlata a Sermoneta e al Parco di Ninfa spettacolo naturale soprattutto in Primavera.<br /> Per poi saltare con la mente ad una gita “più recente”, di qualche anno fa, alle Grotte di Pastena: entrare dentro le vene della terra (che non a caso – mi piace pensare - si aprono per farsi scoprire…..come letto ieri – sempre nel Blog -, mentre si parlava dell’ importanza dell’ apertura “per essere in relazione, conoscere ed amare” gli uomini, il loro habitat, la loro storia. E’ sempre una sensazione particolare che sa farci un po’ percepire che oltre ciò che appare fuori – costruito dall’uomo o da madre natura – c’è sempre qualcosa che scorre e vive dentro in profondità e guardando cosa creano stalattiti e stalagmiti, c’è da rimanere a bocca aperta per le Bellezze senza tempo, non poi cosi misteriose bensi solo custodite da madre terra e a disposizione di chi ama scoprirle.<br /> Ricordo poi di una Signora incontrata per caso (di Frosinone, mi sembra) che mi suggerì di visitare l’Abbazia di Casamari: ma, ancora non ne ho avuto modo....
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