“Metti il mantello e seguimi.” – riferiscono Gli Atti degli Apostoli.
Un angelo si presenta a Pietro, in carcere (c’è un Raffaello ai Musei Vaticani che ritrae l’episodio), e lo libera dai ceppi: “Metti il mantello seguimi” - gli dice.
Così che non c’è modo e tempo di dare spazio all’incredulità, alla paura: liberi! Chissà da quante cose poi.
Per uno già paralizzato in passato dalle proprie paure, che son quelle di tutti, e che poi ha dovuto fidarsi facendosi forza, si tratta come di farsi violenza almeno questa volta.
E ciascuno di noi sa che questa voce giunge inaspettata, quasi tremenda: Che almeno una volta ci è chiesto di non temere e di andare: ognuno per una strada.
Solo il tempo di mettersi sulle spalle un mantello, a questo punto. Che altro non è se non quel che basta a coprirsi per il viaggio, senza bisaccia, senza danaro e senza un’altra veste. Già! Chissà cosa ci serve per intraprendere il viaggio in fin dei conti.
E’ come dire “ti basti la mia parola, e la mia vicinanza, io che sarò con te fino all’ultimo dei giorni”. Ed è solo così che comincia un'altra storia. Nemmeno Pietro sa dove lo porterà aver dato ascolto a questa voce. Esattamente come accade a ciascuno di noi. E' che ci si fida a volte anche di un fruscio. E questo ti cambia direzione.
