Tu lo seguisti senza una ragione. Dov’eravamo rimasti ieri? C’è forse una ragione – una ragione di più? – per seguirlo uno di cui ci si innamora? Prova a rispondere e vedi che non ce n’è nessuna; e se ce ne fossero troppe, non sarebbe più amore.
Perché non è in quanto è bello e giovane e possente; né solo perché è vivace e brioso, brillante; né perché con lui te ne andrai in giro per il mondo; non perché abbia un gran cuore e tanto meno per la sua posizione.
Ce n’è di meglio in giro, ma insomma lo seguisti senza una ragione, come un ragazzo segue un aquilone. Senza che ti manchi il fiato.
Prova a pensare agli amori della tua vita e mi darai ragione.
Io ho amato scrivere e leggere, tanto, per esempio; giocare al pallone; ho amato persone uomini e donne in apparenza come tanti, e amo questo ideale di vita che non è mai ideale; non è mai qualcosa che non sta né in cielo e neppure in terra, anche se le sue cime sono fino al cielo e ne sprofondano gli abissi.
E come e senza una ragione amo ciò che non è comodo e che mi richiede passione e sacrificio. Io sono il filo che tiene in volo l’aquilone.
