Per la prima volta, forse, dopo tanto tempo, questa mattina, sento di non aver parole sufficienti.
Che le parole non riescono ad esprimermi. Che forse potrei di più starnazzando e svolazzando, standomene come un gufo sul comignolo alla sera; o magari lanciando un grido; forse facendo una faccia buffa ed espressiva; mimando.
Non è che non che non abbia argomenti. E’ che c’è una domanda esorbitante a cui vorrei mi rispondesse, Dio.
Né si può vivere, fingendo che siamo in grado di capire tutto e che le parole ci spieghino: è un dolore troppo grande.
Perciò devo contorcermi e gridare, inventarmi nuovi suoni e nuove espressioni per dire quel che è poi al fondo di ogni uomo: Dio, Vita, fatti capire! Cos’è che mi chiedi di scegliere? E di cosa invece mi devo ancora liberare?
Molti mi dicono “amico, devi rilassarti e riposare, divertirti!”.
E’ che non so farlo lontano se non guardandomi in azione verso ciò per cui vale la pena essere ancora in vita, per quel che rimane ...
La verità è che non posso farci nulla se non mi vengono parole, ma sempre e solo versi nuovi eppure profondissimi, essenziali voce di-verso, vita dfferente, non questa, quella delle nevi immacolate eterne, rarefatte. Con l'aria che ci manca..
