Ci piace tanto alzarci presto la mattina, all’alba. Faccio un caffè, mi leggo i salmi, le mie letture ed esco in fretta poi, quasi sempre, sia che debba prendere un treno al volo; che mettermi le scarpe Nike invece e correre per strada, ora anche in pineta ed in campagna, qui vicino. Ho amato farlo dappertutto. Lo facevo un anno e mezzo fa, sempre, a Rivotorto, passando per un cimitero inglese e salutandoli quei giovanotti che riposano lì, vicino alla collina dormono come diceva Faber, De Andrè, per chi non sapesse.
Cerco di far pace col Padreterno insomma, nel modo che conosco; mentre sento il battito del mio cuore e dei miei passi e poi, se posso, davanti alla finestra, al fresco, a scrivere, meditando, immagino, rimuginando e partorendo, spesso il nulla.
Per questo modo di vivere non esiste ancora un luogo che ci accolga, una famiglia religiosa; pare non ve ne sia. E così sia. Sarà la mia!
Di pace col Signore della terra ne ho bisogno.
Noi solo sappiamo quante cose, aratri, ci son passate sulla schiena; e gli ostracismi e le incomprensioni, le nostre “diversità” mal sopportate e giudicate, a prescindere, senza discussione.
E’ stata dura mantenerla, dai, questa oncia di fede.
Voi non potete immaginare. Lo dico sempre: voglio essere accogliente finché esisto, io che ho provato come tanti, la non accoglienza, in tutta la mia vita: non ne ho vergogna né ritegno a confessarlo; non accolti a meno che non avessimo deciso di non essere quel che siamo, nella sua interezza.
Non comprensione né compassione: è un nostro diritto essere.
Forse per questo con gli anni ho maturato come una misantropia; come un isolamento. La gente in genere – lo ammetto – non la cerco e non mi piace. So di quanto male sia capace, la gente, sì, la gente.
E credere in Dio mi ha insegnato “solo” ad amare quelli che non li ama nessuno. E’ proprio loro il regno dei cieli. Ma questo l’ho già detto mille volte.
E se lo guadagnano qui – temo e spero insieme – con tutta l’odissea loro, con il dolore che gli hanno messo addosso; con tutta la loro storia di esclusi, di additati, e di rifiutati.
Io non vi rifiuto. Ah se sapessi asciugare ogni lacrima “nostra”. Come vorrei che il nostro/loro Dio non ci mettesse al bando, come gli uomini, come fanno gli uomini, le belve.