L’Isis vuol vendicarsi di Dante. Lo rivela un articolo de Il Giornale ricordando l’affronto di quel Maometto ridicolizzato dal poeta nel XXVIII dell’Inferno, squartato a metà, in quanto “seminator di scandalo e di scisma”.
Isis vorrebbe profanare la tomba del poeta.
Barbarie anche un po’ infantili. Come quelle del Grande Dittatore chapliniano che si fa rimbalzare il globo sulle chiappe. Poi, certo, per l’orrore non c’è più limite.
Per far esplodere il bello e la poesia, polverizzarli, perché rimanga l’orrido e l’invivibile in questo mondo. Come se se ne provasse bisogno!
E allora ecco la furia iconoclasta che potrebbe abbattersi dalla Basilica di San Marco a Venezia, al Palazzo del Principe a Genova, dalla tomba di Dante a Ravenna appunto alla Basilica di San Petronio a Bologna, da Palazzo Pitti a Firenze, al Santuario del Sacro Speco a Subiaco (Roma), per non dire del Vaticano e dell'Oratorio del Rosario di S. Cita a Palermo.
Ma sì, cancelliamo tutto: meglio l’ortodossia e la moralità, la fede intollerante che qualsiasi altra consolazione.
Quando sarà, mi congederò da questo mondo. Dante l’ha già fatto e in ogni caso riposa in pace, Isis o meno.
La cultura?
Fa paura – ti meravigli? - perché è più grande di qualsiasi superstizione. Non squartiamo nessuno noialtri, anche se vorrebbero squartarci il cuore e cavare gli occhi, quelli là. Isis è il mondo che non vorrei. Mai. Che vita è senza riveder le stelle?
Ps: papà non inorridire! Noi i versi del Poeta li conserveremo a memoria, nonostante tutto, distruggessero anche tutti i libri del mondo!
