Viaggio nel centro di Roma, prima che sia troppo lontano nel tempo.
Viaggio in santa Maria sopra Minerva cioè, la piazza dell'Elefantino; appena prima del Pantheon e infilandosi a sinistra una volta inoltrati in via del Corso, perchè - mi dicono - è là che sono le spoglie di santa Caterina: le volevo salutare.
E' un cammino che compio dieci giorni fa, il 30 aprile.
Lo trovo il sarcofago di Caterina, insomma: è posto proprio sotto l'altare maggiore. Vorei ben vedere! Mi ci fermo un attimo: cosa faccio io qui?
C'è tutto un trambusto di chi mette in ordine la chiesa: "ieri è stata festa qui dentro" - mi fa un addetto alle pulizie, mentre io prendo due figurine da portarmi via. E' l'ennesima dimostrazione di quel che penso, visto che qui davanti sono passato mille volte e forse ci sono anche entrato in passato: nemmeno lo ricordo. Quando?
E' che ogni viaggio acquista senso solo in relazione a quanto stiamo vivendo: a ciò che stiamo aspettando. Mentre penso ai miei amici che hanno dato vita ad una iniziativa che molto fa pensare a quanto io vivo, un po' più a sud di Roma, nel Pontino. Anche se...
E' che tutto - nell'alveo dell'ufficialità e del pubblico riconscimento - è più semplice, meno avventuroso. Ma a parte la fatica, va bene lo stesso. A fianco a quell'altare maggiore, una pietra e il profilo del Beato Angelico, pittore, artista: mi emoziona. E più oltre, l'altare che ritrae il mio san Vincenzo al Concilio di Costanza, a metà del Quattrocento.
Sono contento, perchè di lì a poco vedrò i miei amici monaci francesi, quelli di Gerusalemme, in Trinità dei Monti, dove hanno casa. E ci si parla ancora: che occorre darsi una mano; un punto di riferimento. Scivolando sui ricordi e sugli avvenimenti, fino alla lotta presso lo Yabbot, tutta notte.
Santa Maria sopra Minerva è uno splendore e una ricchezza domenicana di predicatori nel cuore della città barocca, ma non è questo che conta, neppure.
Contano i passi che ci separano da essa; quelli che ci conducono in qualche posto; quelli che vanno torno, torno e che non murano niente, nemmeno un monumento a futura memoria. Stiamo costruendo destrutturando, senza restare sotto lastre gelide di marmo.