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Sopra Minerva, torno torno...

Pubblicato da Enzo Cilento su 9 Maggio 2015, 09:16am

Tags: #Lo spirito del viaggio

Viaggio nel centro di Roma, prima che sia troppo lontano nel tempo.

Viaggio in santa Maria sopra Minerva cioè, la piazza dell'Elefantino; appena prima del Pantheon e infilandosi a sinistra una volta inoltrati in via del Corso, perchè - mi dicono - è là che sono le spoglie di santa Caterina: le volevo salutare.

E' un cammino che compio dieci giorni fa, il 30 aprile.

Lo trovo il sarcofago di Caterina, insomma: è posto proprio sotto l'altare maggiore. Vorei ben vedere! Mi ci fermo un attimo: cosa faccio io qui?

C'è tutto un trambusto di chi mette in ordine la chiesa: "ieri è stata festa qui dentro" - mi fa un addetto alle pulizie, mentre io prendo due figurine da portarmi via. E' l'ennesima dimostrazione di quel che penso, visto che qui davanti sono passato mille volte e forse ci sono anche entrato in passato: nemmeno lo ricordo. Quando?

E' che ogni viaggio acquista senso solo in relazione a quanto stiamo vivendo: a ciò che stiamo aspettando. Mentre penso ai miei amici che hanno dato vita ad una iniziativa che molto fa pensare a quanto io vivo, un po' più a sud di Roma, nel Pontino. Anche se...

E' che tutto - nell'alveo dell'ufficialità e del pubblico riconscimento - è più semplice, meno avventuroso. Ma a parte la fatica, va bene lo stesso. A fianco a quell'altare maggiore, una pietra e il profilo del Beato Angelico, pittore, artista: mi emoziona. E più oltre, l'altare che ritrae il mio san Vincenzo al Concilio di Costanza, a metà del Quattrocento.

Sono contento, perchè di lì a poco vedrò i miei amici monaci francesi, quelli di Gerusalemme, in Trinità dei Monti, dove hanno casa. E ci si parla ancora: che occorre darsi una mano; un punto di riferimento. Scivolando sui ricordi e sugli avvenimenti, fino alla lotta presso lo Yabbot, tutta notte.

Santa Maria sopra Minerva è uno splendore e una ricchezza domenicana di predicatori nel cuore della città barocca, ma non è questo che conta, neppure.

Contano i passi che ci separano da essa; quelli che ci conducono in qualche posto; quelli che vanno torno, torno e che non murano niente, nemmeno un monumento a futura memoria. Stiamo costruendo destrutturando, senza restare sotto lastre gelide di marmo.

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B
Hai parlato di un tuo giro che comptendeva Trinitá dei Monti e poiché a distanza di pochi giorni sono capitata lí ho parlato di un'altro luogo dello spirito....che tu conosci e magari per <br /> incurosire chi non lo ha mai visto.<br /> <br /> Sarebbe come scrivere di Michelangelo (sai che é <br /> l'artista che porto nel cuore) perché domani trovo <br /> scritto qualcosa (sul Blog per esempio) che mi da <br /> carta bianca per parlarne e quindi sottoscrivere <br /> un commento che mi da la libertá di parlarne con <br /> chi condivide "i viaggi dello spirito".<br /> <br /> Mi spiace di aver scritto senza aver evidentemente creato un buon gancio con il tuo pezzo
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E
ah vabbè!
E
O per scrivere...
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E
Vedremo anche le cose che ci suggerisci tu, prima o poi... <br /> Il tutto mi fa tornare alla memoria i testi non sense di Ionesco: io parlo del risotto alla milanese e tu mi rispondi che la periferia della città è invivibile.<br /> Insomma, cosa c'entri tutto questo con santa Maria sopra Minerva poi me lo dirai: mi manca qualche passaggio, <br /> Te lo dico con simpatia e affetto. <br /> O forse sì che c'entra. <br /> E' così - come faceva una canzone negli anni 60 - "si fa per cantare..."
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B
Fr Matteo accompagna il gruppo di visitatori per il giro del Convento alla scoperta della storia, delle anamorfosi opera dei padri minimi, dell'astrolabio e delle Nozze di Cana di Andrea del Pozzo.<br /> Il primo sabato di maggio ho visitato per la prima volta quel gioiello "francese" che fa da corona alla scalinata "italiana".<br /> Tutto "Due in Uno" nel Chiostro del Sacro Cuore: l'illusione ottica delle anamorfosi per farci ammirare due soggetti in un unico disegno, le due letture/scene nel refettorio per quella celebrazione unica: Le Nozze di Cana; due meridiane a riflessione (a Trinitá dei Monti e a palazzo Spada) opera di un unica mano - padre Maignan - ; la storia del Convento che fonde il credo francese con quello italiano.<br /> Un viaggio breve, che non dura molto piú di un'ora, <br /> ma che a tutti gli effetti porta in alto lo spirito.
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