E' stata istituita solo nel 1955, da Pio XII, la festività della Beata Vergine Maria Regina, festa parallela, del resto, nella sua concezione, a quella del Cristo Re; e posta inizialmente, a coronamento della devozione mariana, al termine del mese a lei dedicato, il 31 di maggio.
Del resto, la stessa iconografia tradizionale, ha sempre rappresentato Maria con le fattezze e l'abbigliamento della Regina, sfavillante, con la corona posta sul capo, le 12 stelle; con le vesti tempestate di pietre e di astri, come del firmamento; come assisa su di un trono, con il Bambino in braccio, colui la cui regalità legittima il diritto stesso di Maria al trono; via anzi prescelta da Dio per condurci a Cristo: perché all'uomo fosse dato di conoscere, Incarnato, il suo Mistero; e con esso, il Mistero stesso della Resurrezione.
"Beato chi hai scelto perché ti stia vicino: abiterà nei tuoi atri. - dice il Salmo 64 - Ci sazieremo dei beni della tua casa, delle cose del tuo tempio" - mi viene dunque in mente; dal momento che non solo a Lei è dato di essere inabitata dal Figlio suo, ma di abitare, Ella prima di ogni altra, i tuoi atri, cioè i tuoi passaggi più misteriosi e segreti, quelli che conducono dall'annuncio alla croce.
E' grazie a Lei e a questo ruolo, di Madre benedetta, dopotutto, che Tu "fai gridare di gioia le soglie dell'Oriente e dell'Occidente". - perché la vita che, "quasi Sol Oriens" nasce in Lei, ora rinasce fino all'Occaso ed è dono universale, per sempre, che dà senso e vita piena a tutta la terra: che "Tu visiti...e la disseti, la ricolmi di ricchezze".
E' solo grazie a questo "Fiat" e all'accoglienza di questa Grazia che "Il fiume di Dio è gonfio di acque (dà frutto); tu prepari il frumento per gli uomini. Così prepari la terra: ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle, la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. Coroni l'anno con i tuoi benefici, i tuoi solchi stillano abbondanza. Stillano i pascoli del deserto e le colline si cingono di esultanza. I prati si coprono di greggi, le valli si ammantano di messi: gridano e cantano di gioia!" - laddove sembra di cogliere nella benedizione di tutto il creato, la benedizione che tocca a quella terra stessa, l'uomo, reso fertile da quell'abbondanza, di quella fecondità che il fiume di Dio riversa nel grembo della Vergine e grazie al Suo frutto.
Tutto si vivifica grazie ad essa insomma e a questa fertilità intatta e pura: nascono germogli dai rami secchi; le zolle si spianano e il terreno diventa un giardino; i prati si coprono di greggi, di nuovi figli; e il deserto diventa un pascolo, come nel capitolo XI di Isaia, laddove "il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi".
Ella è colei per la quale "Si formerà una strada per il resto del suo popolo che sarà superstite dall'Assiria, come ci fu una via per Israele quando uscì dal paese d'Egitto". Ella è la prima strada che conduce a Cristo,, germoglio spuntato dal tronco di Iesse".
E' regina, dunque, certo, e Madre, come attestano le sue vesti, di quella veste regale degna del commensale che partecipa all'evento nuziale. Chiamata e scelta, benedetta tra tutte le donne.