Addio dunque al mio primo blog simeone.overblog.com Me ne ricordo gli inizi che coincisero con una fase di stallo, a casa dei miei genitori, durata alcuni mesi; un tempo di riflessione prima di approdare altrove.
Ero pieno di dubbi e di rabbia – lo ammetto – perché non avevo trovato casa nelle comunità religiose (!) che avevo frequentato; e veduto e vissuto non sempre il meglio. Quando la rabbia evapora, resta la riflessione e l’azione: voglio far così.
Dentro ho cominciato a raccontar me stesso, anche i miei amori: son passato – per dimostrare chissà cosa – anche attraverso l’esegesi improvvisata di testi sacri e di quelli del Magistero; avevo creato una rubrica per i nostri Padri (quelli della nostra fede, intendo). Poi pian piano altre cose ancora: fino all’idea di parlare persino di un altro sport, quello che mi ha fatto compagnia per tutta la vita e che me l’ha resa migliore, anzi migliore ha reso me e più forte e tenace; e poi ancora tante cose, persino con un po’ di ironia, con i libri che avevo riletto perché così cominciai da giornalista, come recensore. Fino all’idea del tag della Vita consacrata che è poi l’ultimo approdo, dopo aver tanto viaggiato e peregrinato (ché anzi di uno spirito del viaggio ho trattato anche in un’altra sezione, e anche questo è lascito della mia professione).
Ci sono pagine da buttare, che non riscriverei, ed altre che mi lasciano un buon sapore, ma insomma basta: è andata.
E’ nato monasticasimeone.overblog.com che riprende un po’ di quel materiale, ne mette dentro di nuovo e che fa seguito a questa idea di crearla un’opera a sé stante: la Società Monastica di San Simeone Profeta che vuol raccogliere i “vecchietti” come me e le loro tarde vocazioni; ma di questo si è già detto ed io ci sto lavorando alacremente, credo.
Forse una pagina di questa amici (“societas” richiama a questa idea) sbarcherà su facebook, esattamente con questo nome e se Dio vorrà; insomma, quel che sia, anche se di folli sul web – me compreso, s’intende! – ce n’è tanti.
Di quelli che hanno nostalgia; di quelli che persino l’autocrazia o l’impero, Sacro Romano Impero; di quelli che era meglio prima del Concilio; di quelli che arredi sacri pianete ed affini; di quelli che povertà senza confini. Ce n’è per tutti i gusti e non sta a me giudicare; semmai guardare.
Vediamo cosa ci riserva questo futuro appena dietro l’angolo.
Liquidando il vecchio spazio, mi ricordo dei personaggi e delle vicende che mi hanno spinto a scrivere e a intervenire, terrorismi e sincretismi, integralismi: ma anche artisti e vecchi calciatori, vecchie interviste rivisitate; e marciatori e atlete un po’ dimenticate, scrittori e ragazzi di strada sulle foto; vecchi amici, presunti e veri; compagni di scuola e familiari che mi hanno solleticato e sollecitato, in tal senso; persino quelli che non mi hanno amato e che però mi hanno insegnato alcune cose di me e del mio lavoro di uomo, di autore e di cristiano.
Molto resta e molto di me viene riversato nello spazio nuovo. Poi a chi interessa …
Il 2016 sarà un anno migliore, ne sono certo.
Senza troppe sovrapposizioni e senza sovraesposizioni.
Come sempre: ci leggeranno quelli che han voglia di farlo. E quelli che cercano qualcosa oltre sé stessi nella vita, come vado predicando e come cerco con affanno di fare anch’io, per non restare schiavo solo di me stesso. Adieu, insomma.
