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Il pifferaio magico

Pubblicato da enzo cilento su 17 Agosto 2013, 09:55am

Tags: #in vista

Non si potevano fermare i piccoli che gli correvano intorno, quelli con le mani sporche di terra o di sugo, di pane e zucchero, di frittata; e tutti noi eravamo stupefatti per quello spettacolo del Mago "poco-illusionista" che attirava i piccoli del Paese senza per questo essere il Pifferaio Magico, il Maestro Cantore a Norimberga.

Di pifferai magici è invece pieno questo tempo - e forse lo è ciascun tempo, oltretutto: quello che si mette in testa il fez e il basco e strilla "Impero, Impero" o " Eterna giovinezza che non passa mai" e che invece si fugge tuttavia - con la giovinezza e i sogni suoi, le sue melanconie e i pochi soldi che ti lascia in tasca, eterna giovinezza che vuole trasformarti nella perenne parodia della fanciullezza che non finisce, appunto: e che passa invece, eccome.

Il pifferaio magico è il mago dell'ipnosi: grazie a quella, ti senti felice e vedi sullo schermo del tuo futuro poliedri e caleidoscopiche figure che ti fanno girare la testa in questo variopinto mondo cangiante di forme e di colore che pensi di volare in mongolfiera a vederlo dall'alto l'universo intero e presto vedrai fin dall'abisso le stelle dell'Orsa, vaghe; ed Alpha Centauri: devi solo credergli, all'incantatore.

Noi avevamo le mani sporche di sugo e gli correvamo attorno: non al pifferaio.

A quell'altro.

Il pifferaio prometteva visione fantasmagoriche dunque e carriere fulgide ed inossidabili. "Diventerai bello come De Niro giovane nei film di Leone"; "diventerai affascinante come una Garbo mentre scenderai le scale di casa e di paese e frotte di uomini e donne, di curiosi e di fotografi ti faran corona che neanche i beati attorno alla Vergine di Guadalupe. Sarai famoso e tutto quello che vedi qui di sotto, un giorno sarà tuo: basta che tu lo voglia, con tutto il cuore e che solo ti inginocchi e ti abitui a darmi il giusto riconoscimento di Salvatore: della vita tua e di quella di chiunque abbia in cuore una voglia estrema ed inestinguibile di libertà. E sarai a capo d'un potere immenso: lanciati nella mischia! Il Padre tuo e la Buona sorte, il tuo angelo custode ti salverà e ti prenderà sulle sue mani. mai lascerà che tu cada nel vuoto."

L'altro - quello senza flauto e senza codazzo di bambini ipnotizzati - non prometteva niente che non fosse immediatamente visibile già ora: del buon tempo da vivere assieme e la prospettiva di portarne in bocca il sapore e nelle orecchie il suono, come di un bel giorno di festa.

Ci dicevano di non avvicinarci, gli montavano la guardia, mentre lui diceva "lasciate che vengano", loro che non lo capivano più e a tratti neppure lo vedevano, gli occhi fasciati dall'abitudine che addormenta, il cuore ipnotizzato da altre promesse e da altri sacchetti pieni di lenticchie e di monete d'oro.

Cantava un gallo, nel frattempo, mentre qualcuno era già pronto all'incasso.

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