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Il cuore e i profeti

Pubblicato da enzo cilento su 2 Agosto 2013, 08:15am

Tags: #in vista

Se sono io il motivo dello scandalo, sono pronto anche a lasciare questo posto - si dice l'uomo che in patria, sotterraneamente, viene additato come il ben noto figlio del carpentiere; colui del quale è ben conosciuto il passato - che pure non sarebbe più - e di cui verrebbe a torto o a ragione presagito il futuro, perché "tanto, a partire da queste premesse, è ben facile predire gli esiti".

Se nel paese in cui ha trascorso la mia infanzia e in cui i miei hanno lavorato, pagato le tasse, donato tutto ciò che avevano - anche in termini di opera prestata per il bene della collettività - ; se in questo Paese, dunque, il mio essere e vivere è ciò che fa inciampare e impedisce il cammino sereno e sicuro a quelli che, pur camminando, continuano a star fermi nelle propria presunzione; io sono pronto anche ad andare, perché nessun prodigio è possibile laddove nessuno vuol credere ai miracoli.

E' un atto di generosità e di onestà questo: nessuna rabbia e nessuna vendetta.

Nessuno potrà negargli quel fondo di amarezza - verrebbe da dire - benché la casa ed il paese non siano mai un luogo fisico vero e proprio, ma solo una condizione.

E' casa mia il luogo in cui sono accolto come uno di casa: uno ancora in grado di donare vita e di stupire, risuscitandola, piuttosto che uno che impedisce di vivere e di credere.

Nessuno nega che talora, persino in noi stessi possa esservi la stessa presunzione di giudicare cose e persone, avvenimenti, a partire da una nostra precomprensione indebita. Che noi stessi si possa applicare lo stesso criterio "sappiamo chi è tuo padre. Qual è la fede e i pregiudizio della tua cultura e delle tue tradizioni. So bene che questo Paese è così; che questa gente è ingolfata nel proprio pregiudizio".

E allora non possiamo che chiedere e pregare perché questa libertà ci sia data.

Perché non giudichiamo allo stesso modo; perché non impediamo che prodigi avvengano sotto i nostri occhi, dove riteniamo che nessun prodigio sia possibile. Che non neghiamo a nessuno che il proprio cuore possa essere illuminato dalla profezia, da una parola e da un cuore capaci di libertà e di perdono.

Anche se di profeti incompresi in casa propria è piena la storia del mondo e non si saprà mai il perché. Forse perché non è esattamente a quel tipo di casa che va attaccato il nostro cuore.

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