Preso in questi giorni dalla lettura di Hannah Arendt e da quella, certo non sistematica, della filosofa e martire, ebrea e cattolica, Edith Stein, non posso fare a meno di rimettere sul tappeto tutto il dilemma e l'orrore che questa storia, questa infamia ci ripropone non appena se ne apra il libro.
La Stein era una donna di cultura, una delle allieve preferite della scuola fenomenologica di Husserl. anche se non mi risulta che un regime che annulla la ragione, anzi la addormenta (il sonno della ragione) abbia rispetto per chi la coltivi e l'abbia a cuore: il potere assoluto non è mai ragionevole e affonda le sue mani nell'irrazionale, nel bestiale, in un uomo che si fa oltreuomo, cioè belva.
Il 12 aprile 1933, Edith Stein, di fronte a questo spettacolo, scrive un'accorata lettera al Papa Pio XI, in cui implora un documento di denuncia della politica razziale nazista da parte delle Sede Apostolica:
Tutto quanto è accaduto - denuncia - e tutto quanto quotidianamente accade, proviene da un governo che si definisce "cristiano". Non solo gli Ebrei ma anche migliaia di fedeli cattolici in Germania - e, ritengo, in tutto il mondo - da settimane aspettano e sperano che la Chiesa di Cristo alzi la sua voce per attestare tale abuso nel nome di Cristo.
L'idolatria della razza e del potere dello Stato, con cui la Radio martella quotidianamente le masse, non è un'aperta eresia? La lotta di sterminio contro il sangue ebraico non è un oltraggio alla Santissima Umanità del nostro Salvatore, della Beatissima Vergine e degli Apostoli?
Non è in assoluto contrasto con il comportamento del Nostro Signore e Redentore, che ancor sula croce pregava per i suoi persecutori?
Perché persino il salvatore di costoro era ebreo difatti; e con Lui, sua madre, gli apostoli.
Solo qualche anno più tardi, Pio XI condannava gli errori dell'ideologia nazista nell'enciclica Mit brennender Sorge (Con Ardente Cura, 14.01.1937).
I libri santi dell'AT - vi si afferma - sono tutti parola di Dio, parte organica della sua rivelazione. Conforme allo spirito graduale della rivelazione, su di essi si posa il crepuscolo del tempo che doveva preparare il pieno meriggio della redenzione....
Oltre a innumerevoli cose alte e nobili, essi parlano della tendenza superficiale e materiale, che appariva a varie riprese nel popolo dell'antico patto, depositario della rivelazione e delle promesse di Dio. Ma per ogni occhio non accecato dal pregiudizio o dalla passione, non può che risplendere ancora più luminosamente, nonostante la debolezza umana di cui parla la storia biblica, la luce divina del cammino della salvezza, che trionfa alla fine su tutte le debolezze e i peccati....
Solo cecità e caparbietà può far chiudere gli occhi davanti ai tesori di salutari insegnamenti nascosti nell'AT. Chi quindi vuole banditi dalla Chiesa e dalla scuola la storia biblica e i saggi insegnamenti dell'AT, bestemmia il piano della salvezza dell'Onnipotente ed erige a giudice dei piani divini un angusto e ristretto pensare umano.
Come sappiamo, l'appello non bastò a salvare la vita né di Edith Stein né quella di circa sei milioni di Ebrei.
Chi si oppose con veemenza, come fecero i vescovi olandesi, vide le conseguenze disastrose della repressione e della ritorsione nazista.
Quelli che tentarono una qualche resistenza alla deportazione, come avvenne in Polonia, fu massacrato per le strade, mentre i sopravvissuti conobbero gli orrori della tortura del Regime.
Tanto da far "preferire" - osserva Arendt - alla maggioranza di andare come pecore incontro al proprio macello: radunarsi senza nascondersi per il rastrellamento, denudarsi di fronte all'aguzzino, distendersi in terra, l'uno a fianco all'altro prima di essere passati per le armi.
E il modo ancor m'offende