Sto cercando affannosamente una casa in mezzo al verde, campagna, perché è di questo che abbiamo bisogno: la troverò.
Anche se dall’altra parte considerazioni pratiche e l’affetto per i miei fanno sì che non di rado mi chieda se forse non dovrei stare loro più vicino: ma forse si può fare. Troverò la casa e starò anche vicino a loro.
Non ci si adatta in genere la vita al centro del borgo, con le sue parate medievali, tamburi e trombe; con le ricostruzioni storiche come un Carnevale e con il chiacchiericcio; con questo “vicinato” che li fa così feroci - tra loro per ora - fino a che non sia assimilato. Scimmiottando la vita di città e il suo clamore, solo con altri mezzi e in scala ridotta: “facciamo anche noi la notte bianca!”. Oh che bello, signora! Questo sì che è far cultura!
Capisco che è anche questo che fuggivano in passato coloro che di altro volevano vivere. Metteteci anche me tra gli altri.
“Bisogna sporcarsi le mani” – ci vien detto. E non è detto che non lo si faccia. Siamo qua.
Anche se a dirla tutta sono così lontano ormai, disponibile al confronto ma pure altrove: come se fossi da un’altra parte della terra.
Non ci normalizzeranno, perché non lo vogliamo e perché a Dio piacciamo per quel che siamo. Ci basta poco per sentirci di nuovo riconciliati con noi stessi; con l’universo. Anche se l’essere umano un poco ci delude sempre.
Ci delude, infatti, con le sue grinfie, rapace, il suo attaccamento al denaro, al potere, ad una vita che lo schiavizza. Morirò così, cercando di liberarmi di quello che non sopporto dell’umanità, una bella parte, promuovendone il contrario, quella che la innalza (ce n’è ancora spero).
Mi voglio svegliare e magari pregare nel silenzio, scrivere e parlottare anche da solo; avere una bici Bianchi da inforcare per andare in strada; è quanto posso dare. E scrivere. Anche agli amici. Quelli che ci sono e quelli che non più. Quelli immaginari.
Voglio farlo per chi mi ama, chi mi capisce (?) e chi vorrei capire; per chi non mi ama e non mi capisce punto. Via dalla Pazza folla dell’eterno carnevale, dell’eterna aggressione; dalla stupidità ci salvi nostro Signore. Stanchezza?
Ma no. Solo continuità con la mia vita e coerenza con tutto il resto. Mi voglio svegliare da un’altra parte insomma e “fuggire dal mondo”, fuga mundi per dirla all’antica. Non perché mi tenti il mondo; solo perché ne sono infastidito.
E se non disprezziamo e non ci sentiamo superiori, nessuno pure può farci omologare ad un modello che non approviamo.
