In riposta (non polemica) ad una mia lettrice che cita “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato?” (Matteo 5,13).
Bella domanda, non è vero? In effetti, di quel sale si può discutere, quanto meno per comprenderne la composizione. E si può sostenere, come fa a ragione la lettrice, che non solo di misericordia (si riferiva alle beatitudini evangeliche di cui scrivevo giorni fa) son fatti questi preziosi cristalli, ma di altre cose che trovereste ovviamente in elenco in quel celebre discorso della montagna a cui ci riferiamo, anche se – mancando la carità e quindi la misericordia (e qui è san Paolo) – saremmo solo delle grancasse vuote e rimbombanti, come certe pance di taluni tromboni.
All’elenco di cui sopra, per la precisione, dovremmo aggiungere infatti i poveri di spirito, gli afflitti, i miti, quelli che hanno fame e sete di giustizia, i puri di cuore, gli operatori di pace e i perseguitati per la giustizia, quelli insultati per questo motivo e perciò tormentati. Se però considerate chi sono costoro, vedreste che si tratta sempre e soprattutto o di quelli che hanno misericordia o, di contro, di quelli che non ne ricevono affatto, subendo quindi violenza e offese. A me sembra che sia così.
Il sale, che per inciso gli antichi usavano anche per cancellare dalla terra il ricordo di una città o di una casa rasa al suolo – quindi anche nella sua accezione negativa: non vi cresca più l’erba! – è anche sale in zucca, sotto altri aspetti; è il sale della sapienza e della conoscenza, dell’intelligenza, del buon senso, del rispetto, del dialogo, del confronto: è il sale della vita. Di sale, sa anche lo pane altrui, ma questa è un’altra storia …
Ora, dal momento che anch’esso è fatto in grani - così come quelli di un rosario certo, ma anche come i semi che vanno interrati o che il vento porta dove vuole, così come farebbe con lo Spirito - ricordo che quei semi, detti anche semeia, alla greca, semi di verità e pure di salvezza, fin dal Vaticano II almeno, per opera di un pontefice colto ed illuminato quale fu Papa Montini, sono rinvenibili in ogni cultura e pure in ogni spiritualità e fede religiosa.
Se per il credente il sale più sale di tutti è Cristo (e anche per qualche non credente nda.) molto sale è sparso anche altrove e la verità, cioè il senso, conosce molte vie, molti sapori, molti mari e molti campi da arare e da cui dissotterrare tesori meravigliosi che non si debbono buttare via.
Noi siamo il sale della terra soprattutto nella misura in cui non abbiamo la pretesa di essere l’unico che insaporisce la vita e le vivande.
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