Sarebbe ben povera cosa se non credessimo che si vive ancora; che si risorge. Non che non sia bello di sé vivere già ora al modo in cui pensiamo che Cristo abbia vissuto, e quelli come lui; ma se solo tutto fosse qui ed ora …
Un po’ di vita invero continua a scorrerci nelle vene, anche di chi non appare più a nostri sensi. E’ vita meravigliosa.
Come dicevo qualche giorno fa, durante questi anni infatti mi è capitato di incontrare tanta gente – come accade a tutti - da non dimenticare: qualcuno anche molesto. Di altri invece conservo un ricordo piacevole, se non grato.
Vorrei ricordare oggi quelli che quasi nessuno ricorda, per una serie di vicende contingenti: un soldato caduto in una terra straniera; un amico che tutti fan finta di non avere mai conosciuto; un mio vecchio zio in Brasile, con sua moglie, senza un figlio che gli possa portare un fiore, ora, a San Paulo. E poi una maestra con cui viaggiavo in treno: anche verso Lourdes, oltre che sui banchi di scuola.
Del primo, ho detto tante volte. Stamani per un attimo mi è sembrato quasi più vicino, voglio dire, mentre pensavo alla moneta che mi ha fatto trovare, inglese, un giorno che per me non è qualunque … Di lui dico tante volte, come d’un angelo custode acquisito, adottato. Del secondo ricordo le nottate a chiacchierare. Di mio zio, un amore esemplare e dolcissimo, fatto anche di gesti di tenerezza, fino alla fine, nei confronti della sua sposa, da cui pure non aveva avuto un erede, come invece lui aveva a lungo sperato. Domenico e Rachele i loro nomi. Ed è il mio tributo alla memoria e all’affetto di mia nonna per loro.
Dell’ultima, che mi ha insegnato a leggere e a scrivere e a far di conto – come si diceva un tempo – a volte mi è capitato di riferire.
Ci siamo visti per tanti anni, anche quando io ero già “un professionista” e lei “solo” la mia maestra in pensione.
Non ci penso con tristezza. Sono stati incontri con la vita e aperture sulla mia vita, quella presente e futura. Dedico anche a loro quel che mi resta da questa parte dell’esistenza. Sono i miei fiori questi, poggiati loro in grembo. E il profumo non appassisce e non finisce, per sempre.
