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Come una pietra che rotola

Pubblicato da Enzo Cilento su 13 Agosto 2015, 17:29pm

Tags: #in vista

Come una pietra che rotola

Ho un debole, come tanti, per i testi di Bob Dylan, Robert Zimmermann. Ieri in televisione ci hanno ricordato en passant i 50 anni di quelle Rolling Stones, sassi che rotolano giù, un po’ a caso. Di questa casualità ingiustificabile dell’essere si è fatta in breve interprete tutta la cultura successiva; e non solo musicale. E ci siamo sentiti tutti un po’ buttati là, “like a rolling stone” dunque.

La disillusione e l’utopia insieme di questi anni scorre nei testi; basta rileggerli. Negli atteggiamenti poi, nei video di quegli anni, fiori nei cannoni e colpe che non avremmo mai; sognando isole di Wight e Woodstock, Uomini Razzo e Rocket man, uomini venuti dal futuro; mentre la musica progressive di quel tempo viaggiava sulla stessa onda, di contaminazioni e sperimentazioni, anche verbali; di contenuti; e molto c’è da salvare nonostante gli innumerevoli naufragi.

Da salvare nella qualità degli interpreti, dei testi, delle istanze, di quella voglia di autenticità e di giustizia che cantavano, bellissimi e giovanilissimi menestrelli come Dylan.

I reduci, che hanno l’età dei nostri genitori in certi casi, sono un po’ un ritratto della malinconia indubbiamente: meglio lasciar perdere; mentre gli interpreti, talora sopravvissuti a sé stessi, sembrano sempre meno convinti dell’utopia (quant’è bella giovinezza!), imbolsiti e infiacchiti dagli anni delle sciocchezze successive, sottoculturali: di ideologismi, poi di edonismi, poi di voyeurismo; infine di liberalismo immorale.

Meglio Zimmermann insomma e meglio chi cantava My Generation, anche se a rivederli ora non si può non concludere che quella “generazione” sia al saldo conclusivo, splendida età di mezzo in ogni caso, di denuncia lecita e sottoscrivibile, a cui purtroppo non ha fatto seguito nessuna rivoluzione umana degna di nota.

Di autentico è rimasto solo il ritornello in musica e la voglia di un altro mondo; pietre che rotolano a valle, sgretolando convenzioni. Ad altri sarebbe toccato costruire, ma per questo sarebbero occorsi progetti grandi, costanza; e in genere più dello slancio dei soli venti anni.

Forse un’occasione mancata appunto, un disco incantato sui solchi del vinile.

E forse un po’ di colpa l’abbiamo pure noi, per fare il verso a Shapiro, vecchio cuore beat che risento alla radio. Com’era verde la mia vallata! – infatti … Molto tempo fa.

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