Mi hanno postato questa foto ieri, come si dice in gergo. Proviene dalla pagina di Ebraismo Culturale, e il messaggio ad ogni modo sarebbe universale.
So solo che dopo un attimo mi è tornato in mente il verso di Mogol-Battisti "come la neve non fa rumore". C'è forse della neve infatti sullo sfondo. E come la neve, non fa rumore. Anzi si posa così.
La sofferenza e le persecuzioni sembrano sempre accadere senza che producano suono alcuno, in apparenza. E per noi non suonano mai allo stesso modo. Per molti non producono neppure un'eco, anche se in fondo al cuore...
Gli occhi invece hanno un suono e un colore e un dolore; forse persino un sapore. Ed è quello che andrebbe sentito e cercato in ogni cosa. Gli occhi hanno un suono che non fa rumore e cantano spesso melodie mai più ascoltate.
Ogni ricordo ha uno sguardo e una musica. Forse ogni uomo è l'eco della sua canzone; meglio, della sua armonia. Magari perduta, sabotata, distrutta, abbandonata.
O - e questo sta a noi - accompagnata.
Con gli strumenti che abbiamo, con la voce che siamo.
