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Niente broccoli, Malà Strana

Pubblicato da Enzo Cilento su 22 Giugno 2015, 07:30am

Tags: #Lo spirito del viaggio

Niente broccoli, Malà Strana

Sono partito per Praga dopo mesi di suggestioni letterarie: Kafka soprattutto. E poi un po’ di cultura mitteleuropea, con tutto il banalissimo senso della fine dell’Impero, quello della precarietà all’interno. Siamo (eravamo) malati di una sorta di cupio dissolvi. E’ la nostra cultura estenuata. Mi ricordo il modo di dire medievale “mundus senescit”, il mondo sta invecchiando. Chissà se è quello che vuol dire anche Francesco nella sua enciclica “Laudato sii”; anche perché di cosa andrebbe lodato invero, se è questa la sua condizione, l’invecchiamento? O forse nell’invecchiamento è un tesoro nascosto? O forse ancora perché si loda solo un mondo eternamente giovane? Ma allora di quel che invecchia cosa facciamo? Scarto e butto via?

Ad ogni modo siamo partiti con quella roba lì nel cuore e nella mente. Gli imperi dorati, Vienna e dintorni (ovvietà) sono opachi; e Praga rinata (?) dopo gli anni del Soviet li rispecchia, ancora un po’.

Sono i vecchi supermercati nella periferia, quelli dove nessuno ancora sa parlare (beati loro!) neppure una parola di inglese (e di italiano) e dove ancora i reparti sono contrassegnati da scritte rigorosamente in slavo (damska – donna e forse menska, uomo) e giù di lì. Dove le mutande si poggiano ancora al di sopra della linea della vita; dove le calze son quelle dell’Urss che fu, dove tutto è ancora miracolosamente pre-globalizzato: fondi di magazzino, come noi.

Ma è là che bisogna andare se non si vuole essere vittime della tristezza del tutto uguale a sé stesso: oggi giri il mondo e si somiglia tutto. C’è la Nike e l’Adidas in ogni luogo.

Mi son comprato una maglietta dello Sparta Praga per giocare: qui da noi è una rarità, squadrette di terza fila. E io ne sono orgoglioso come delle vie periferiche in cui mi sono avventurato. Sì, va bene, Malà Strana e tutte le cose e le piazze, gli orologi e i rintocchi e i mercatini come se fossi nel Tirolo e ovunque, tutto in legno e tutto ferro battuto; e sono belli i cechi, un popolo biondo.

Ma sono venuto qui per vedere la fine del Mondo, per assistervi, un mondo senza qualità (Musil).

E’ così che parto, quasi sempre, ovunque io vada. E immagino sempre di incontrare avventure e persone per cui sia valsa la pena partire. Perciò lo faccio da solo, perlopiù.

Sono uno straniero e sono una chiave in albergo: lei è il 46? Sì, sono solo il 46, ricorda bene. E la signorina è solo quella che fornisce le chiavi all’entrata, una mano che mi porge un portachiavi di legno con le solite casette di Praga stilizzate, in legno ovviamente.

Mi viene in mente che le chiavi delle cellette di un monastero dove sono stato ospite tempo fa, recavano tutte il nome di un Padre del Monachesimo. A me capita una volta Macario, un’altra S. Giovanni della Croce. E io a cercare di capire se potesse esservi un nesso tra il caso, la chiave e la mia vita.

Dovunque andiate questa estate non fidatevi di chi vende pacchetti e degli agenti del turismo: vendono broccoli cellofanati.

Fidatevi di quanto avete letto e visto in questi inverni, quelli che non passano mai e cercate la vita, non quella di giorni di vacanza, quella che comincia oggi, d’ora in poi.

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B
Estate 2011.<br /> Ho scelto Praga: portavo con me il fascino forte e positivo di un pó di storia vissuta sui libri, commenti a favore di qualche amico/conoscente ed effettivamente un'istinto alimentato da quanto andavo scoprendo nella lettura e forse quel suo non "sgomitare" sulle riviste/brochures turistiche.<br /> Un'amore "a pelle" che i giorni spesi a viverla mi hanno sicuramente confermato; cittá antica, ma anche moderna, castello e ponte, sinagoghe, giardino botanico e tutto il resto e molto di piú. E' vero mi ha preso: sará stato quel "molto di piú" che, senza negare la sua storia piú antica (Soviet compreso), non le impedisce l'innesto in quella nuova, nell'oggi e nel futuro. <br /> E quante volte ci son tornata, almeno tutte quelle volte che qualcuno mi chiedeva un parere per un posto bello da visitare, da vivere;<br /> cittá che vuole vivere e farsi vivere e dove tornare fra i vicoli che profumano di "polevka" calda invernale anche d'estate.<br /> Porto negli occhi quei posti che non immagino alterati dal nuovo/high-tech, dalla globalizzazione e l'unico motivo valido per non tornare lungo Ponte Carlo - mi dico, mentre il mondo pianifica vacanze - é quello di "non ri-trovarla": ma come non credere che la Bellezza di certi luoghi magici, dove aleggia uno Spirito antico e nuovo che prende l'Anima del viaggiatore ( confermo !), possa svanire.<br /> Bella sfida per Nike e Adidas e broccoli...vince la Storia con la sua Primavera, vince la Poesia: Rilke é nato qui e il suo Spirito é nell'aria.
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