Alla cassa del supermercato forse venti anni fa, tra Cerveteri e Ladispoli. Ho un pezzo di famiglia anche là. Mia zia mi indica sottovoce quella signora.
Aveva chiesto di essere dimenticata, l’oblio. Ne abbiamo già parlato: anche questo è un diritto. Il fatto è che chi soffre, non può esserlo. Andrebbe rispettato. E non giudicato.
C’è una trave negli occhi di ciascuno di noi, in quel momento. Ciao Laura Antonelli, sei bellissima. Non solo in celluloide.
