“Ma non si è mai visto un religioso che agisca così. Non le possiamo rilasciare la patente per farlo”.
Dobbiamo essere creativi invece e credere che in noi la creazione può continuare, sempre. Vagliarla, se volete com’è sacrosanto, ma senza averne paura e raccogliere compagni per strada, invitarli a cena, andarli a chiamare insomma.
E’ questo il messaggio (?) che mi sento di dare a quelli che sembrano impauriti di fronte alla mia povera e spiazzante determinazione.
Quanta paura in giro, anche tra i miei amici!
Lanciatevi, ragazzi: vivere quest’avventura del Vangelo e di un’altra vita è impagabile. Non che sia tutto rose e fiori e non che manchino i combattimenti interiori e quelli con l’esterno; la vita non per questo diventa la vie en rose della canzone. Però si può fare.
Pensate ad una famiglia appena separata dall’abitato, magari; ad un tempo per pregare e ad uno per lavorare, anche nel mondo, per dire, e anche dove fin qui un religioso non lo ha mai fatto, aggiungo.
Pensate ad un uomo integrale e che non manca di niente, che certo nulla antepone a Dio, come si dice; ma che pure sa che questi si appalesa ovunque e in ogni azione fatta a cuore aperto e senza tradimenti, senza prostituzioni.
Sento che è questo, e ne son certo.
E che ci vien chiesto di continuare, come Paolo e Pietro senza timore. Perché non viverla la vita come questa grande avventura? E confidare che le cose si chiariscono strada facendo e che siamo chiamati alla vita perché essa sia piena.
Mi mancano a volte i miei, e casa mia.
E’ il prezzo che pago, tutto qui. E quando posso scappo da loro. Eppure, senza il resto, senza la vita che sognai non so più vivere. Mamma e papà, perdonatemi! Siate orgogliosi di uno richiamato in vita.
“Non abbiate paura!”.
Il libro dei libri lo ripete, come una litania, 360 volte e oltre, una volta per ogni giorno dell’anno, almeno. Ogni giorno ti svegli e ti dici “non avere paura!”. E io ci provo, infatti a non provarne, senza per questo essere un supereroe: sono solo un uomo.