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Il verde e il nero

Pubblicato da Enzo Cilento su 28 Giugno 2015, 08:32am

Tags: #un altro sport

Il verde e il nero

Sul magazine settimanale della Gazzetta dello Sport dedicata al colore verde, ritornano vecchie storie “verdi” (quasi un ossimoro) di sport e vecchi volti, come quelli del Celtic di Glasgow; dell’antico Venezia di Mazzola padre, Valentino; e dell’Avellino di Diaz e Barbadillo, trent’anni fa.

Se ad ogni stagione corrispondesse un colore, il verde sarebbe il colore della giovinezza; mentre quello dei nostri tempi, anche nello sport, il grigio antracite, temo, tendente al nero.

Scoperchiati i putridumi delle combine che non finiscono mai, delle scommesse; come dice papa Francesco, la corruzione, come un corpo che va a male, “spuzza” (uso le sue parole). E l’odore che manda è come quello di Lazzaro che nella tomba dorme e per cui l’amico Gesù arrivato in ritardo si teme non possa fare più nulla “spuzza!”.

Poi invece, l’amore è capace di riportarlo in vita, Lazzaro, le lacrime di Gesù. L’amore è fatto anche di lacrime di fronte a ciò che si corrompe e che vorremmo che fosse eterno.

Magari lo sport rinasce se lo si ama un po’ e “la spuzza” va via. E’ in questo che speriamo. Che si versi qualche lacrima anche su questo Paese che “spuzza” dappertutto: da Roma amministrazione a Milano Expo, in Calabria, rimborsi e grandi opere, beneficenza e gestione ordinaria. Nessuno lo sente questo odore schifoso?

Nel mondo che deve riprendere colore bisogna pensare ad un magazine pieno di vita, profumato – dico: come il libri pieni di odori che ho scoperto essere in vendita in libreria per i nostri bambini, che del resto altrove gli odori neppure li sentono più.

Il rischio è che quell’odore catturato nei libri sia come quello del bubble gum, sintetico e artificiale: anche quello in fondo “spuzza” un po’.

E invece è stato un bell’odore quello dello sport d’antan; delle scarpe di cuoio e quasi di cartone; dei palloni cuciti con lo spago e irregolari; delle porte e delle reti bucate, delle tribune un po’ sbrecciate, di Loik e Mazzola, persino di Barbadillo e Diaz, appunto.

Così che era verde quella vallata e piena di speranza: domani sarà migliore!

Domani per noi è piuttosto un resort pieno di bossoli e di sangue.

A meno che non si impari di nuovo ad amare, a saper versare lacrime e sudore perché Lazzaro lo vogliamo ancora in vita, l’amico nostro a cui vogliamo bene come a noi stessi, persino un po’ di più, Gionatha e Davide, nonostante il perfido veleno di tutti i Saul di cui ci siamo circondati, in questo tempo che non è verde, non è bianco e puro ma neppure lo sarà in eterno, grigio.

Grigio è un non colore, è non vedere: è cecità. Forse è l’inferno.

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B
il simbolo di quelle gocce di sudore da versare per piantare Amore ….nei campi della comunità (come si dice in chiusura di pezzo).<br /> Per Amore di Lazzaro, in modo da dar vita ad una nuova quercia forte e longeva e lasciar giocare la vita: tutto nel Verde, che non a caso é considerato il colore della speranza!!!!
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B
Da: Repubblica…..<br /> “Il progetto del campo di calcio di Tonciu era perfetto se non fosse stato per una 'trascurabile' omissione: la quercia al centro del campo. Il sindaco ne aveva annunciato soddisfatto il progetto nel 2012: 12 mila sterline per erba artificiale, proiettori, recinzioni e... una bellissima quercia. Peccato che non aveva specificato dove sarebbe stato il grande albero. E ora, i duecento bambini per cui è stato costruito, devono arrangiarsi a giocare con questo ostacolo in pmezzo. La bizzarra decisione è stata presa <br /> dall'amministrazione locale della cittadina rumena, nel nord-ovest del paese, per rispettare il <br /> volere di alcuni anziani del villaggio che non ne hanno voluto sapere di abbattere la quercia che <br /> stava già lì da 150 anni. Dopo che la foto del <br /> campo ha fatto il giro della rete suscitando ilarità <br /> e indignazione e mettendo in ridicolo Tonciu e il <br /> suo sindaco, sembra che si stia valutando la <br /> possibilità di abbattere la quercia in autunno. Ma <br /> solo dopo aver raccolto le ghiande da piantare <br /> altrove nei campi della comunità.”<br /> <br /> Non lascio un commento “farina del mio sacco”…., ma ho letto questo mini-articolo ed ho<br /> pensato al Verde:<br /> <br /> Parlano di un campo di calcio “verde” per bambini (simbolo innegabile di giovinezza, energia e <br /> voglia di vivere) che se pur artificiale, voglio <br /> sperare non “spuzzi” , ma profumi di aria aperta e <br /> fresca come quella che vien fuori dai libri per <br /> l’infanzia; e le ghiande della quercia (ormai <br /> soggetta a sentenza autunnale) potrebbero <br /> essere
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