Dio fa una promessa, anche se mille accidenti sembrano vanificarla, non bisogna restarne turbati e neppure dubitare del buon esito.
E' Giovanni Crisostomo a ricordarlo ad un suo discepolo.
E mille accidenti avvengono sempre; e noi ne restiamo turbati, costantemente.
Quello che ci sta a cuore e che vorremmo veder realizzato che non va in porto in alcun modo. Quello che pensiamo ci cambi la vita e che invece non cambia affatto e non così. Quello che ci turba perchè non è quello che vorremmo, oggi, subito, per sempre.
Quanti progetti andati in fumo e quanta miseria e fallimenti non ci sono nelle nostre giornate!
Ma forse questo non è abbastanza per ripensare a quel che abbiamo; e per credere che il buon esito non risiede mai in quello che individuiamo come la nostra priorità?
E' che sono le priorità nostre spesso ad essere ingannevoli (le nostre vie non sono le sue vie) e che siamo noi ad ingannarci: mai siamo ingannati, se non nel fidarci troppo delle nostre conclusioni, ovviamente affrettate.
Ma per fare questo non bastano le legnate e i progetti non realizzati, appunto; la continua esperienza del nostro limite intellettuale oltretutto.
Chissà cos'è che ci viene promesso per noi stessi, invece.
Chissà che quegli accidenti non ci insegnino ad attendere in pace invece quel che Dio prepara per noi.
La vita, la nostra vita non è mai una decisione da prendere a tavolino, con strategie da mettere in campo, come nel Subbuteo e nel gioco della Dama.
Ci viene incontro invece l'esistenza, mille, come l'occasione che ci è data e che ci spiazza, perchè non si spendano energie in quanto non ci serve punto, se non a ridimensionarci ed a scoprirci meno autosufficienti, meno intelligenti, meno capaci di dire "ho capito tutto", la frase dello sciocco, di quello che non vuole capire più niente..