Che cos’è una leggenda se non anche etimologicamente qualcosa che deve esser letto (il che sarà ancor più chiaro anche a chi abbia solo una infarinatura di latino, peraltro)?
E dev’esser letto perché o trattasi di cose stupefacenti assai ed incredibili, mirabolanti, miracoli; o perché così significative da diventare “morali” o insomma edificanti: da seguire. In ogni caso è “legenda”, alla latina: da non perdersi.
Sono “legenda” maior et minor, quelle che raccontano di San Francesco, autori Bonaventura da Bagnoregio o invece Tommaso da Celano;
ma è “legenda” anche la storia dei Sette Santi Fondatori dell’Ordine della Beata Vergine Maria, incantevole vicenda peraltro fiorentina.
I sette o più erano mercanti fiorentini che, già devoti alla Vergine e già attivi in una sorta di Congregazione laica in Firenze, mercanti di professione, sentirono ad un tratto di dover compiere una scelta più radicale ancora.
Vendettero quel che potevano, lasciando eventualmente ai familiari (chi ne avesse avuti) di quanto abbisognasse loro per sopravvivere; e da qui salirono sul monte Senario, nei pressi, dove si costruirono un piccolo rifugio in cui condurre vita “contemplativa” in povertà, senza dimenticare i poveri e i bisognosi lasciati altrove e sempre fedeli a questa propria vocazione “mariana”.
L’Ordine, approvato da papa Benedetto XI nel 1304, è ricordato, fin nella sua genesi, da queste pagine delicatissime della “Leggenda”, scritta al tempo in cui ormai era rimasto in vita uno solo dei sette fondatori, frate Alessio, abbastanza però perché non andasse perduta la memoria di questa bella storia “edificante”.
“Ivi (sul monte Senario - nda.) si resero conto che la Nostra Signora non li aveva riuniti soltanto per attendere alla propria santificazione, ma anche allo scopo di aggregarsi altri e allargare così il nuovo Ordine, che essa aveva iniziato per mezzo loro.
Perciò si prepararono ad accettare altri fratelli e fin da quel tempo ne accolsero alcuni…”
E’ la speranza leggiadra e ingenua che sta dietro ogni iniziativa che rassomiglia a quelli di questi sette santi fondatori.
Ognuno che si incammini spera che altri si aggiungano, se Dio vuole. Come disse Dante, per Francesco: “scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro… tanto la sposa piace”, la Povertà.
Ed io non so perché a questo punto mi sono sempre emozionato.