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Separazioni

Pubblicato da enzo cilento su 14 Gennaio 2015, 19:37pm

Tags: #in vista

Non ci separiamo mai del tutto: da niente. Neppure dal dolore. E non solo perchè talora è come se provassimo un intimo piacere a torturarci ed a compiangerci. No, è proprio perchè nulla di quanto si è vissuto ci lascia mai del tutto.

Si rielabora, si trasforma certo: ci piace pensarlo e in fondo questo ci conforta; ma tutto resta al fondo, come un limo in cui si può anche rimanere incagliati come una carena troppo profonda.

Lo leggo sempre negli occhi e nelle parole di chi racconta: ci portiamo tutto dietro, come le armature del soldato De Niro nel suo Mission; ce lo trasciniamo in attesa di rimetterlo in circolo anche come energia magari: magari per non sbagliare più, per non toccare il fondo.

Ma tutto resta; o tutto si trasforma - se si preferisce; e l'origine della nuova energia è sempre un travaglio quasi di morte.

"Scomparvero così, in un istante, a tradimento, le nostre donne, i nostri genitori, i nostri figli. Quasi nessuno ebbe modo di salutarli. Li vedemmo un po' di tempo come una massa oscura all'altra estremità della banchina, poi non vedemmo più nulla".

(Primo Levi, Se questo è un uomo)

E in realtà non scomparvero mai del tutto, senza poterli in ogni modo, in alcun modo salutare.

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E proprio lui che ci racconta di quei mancati saluti, lui che ci parla di quelle separazioni, di quel viaggio...si proprio lui sente affiorare in quella terra di sterminio &quot;Il canto di Ulisse&quot;.<br /> <br /> Mi conforta sapere che l'Arte lotta e sopravvive <br /> allo sterminio li dove Quell'Uomo é pronto ad <br /> ascoltare I Versi avvolti in un francese non perfetto e rincorsi da vuoti di Memoria.<br /> &quot;.....Uno squillo di tromba, la voce di Dio...il <br /> messaggio che riguarda Jean, Primo, tutti gli <br /> uomini in travaglio....&quot;,gli stessi che nell'Ottobre <br /> del 1944...ancora percepivano &quot;questo <br /> insensato pazzo residuo di speranza <br /> inconfessabile....per spiegare il Medioevo...e altro ancora, qualcosa di gigantesco, il perchè del nostro destino&quot; dice Primo in fila per la zuppa.
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