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Quand'ella altrui saluta

Pubblicato da enzo cilento su 23 Gennaio 2015, 09:12am

Tags: #la storia

Spendo un ricordo di poche righe per una persona che ha popolato e riempito la mia infanzia. Domani saranno trascorsi tanti anni dalla nostra separazione.

Eppure...

Eppure ne ricordo splendide creazioni artistiche in cucina e dolci e creme, decorazioni.

La mia prima cosa a teatro le è stata dedicata, anni fa: era la mia "La Rosa del Brasile", perchè, figlia di emigranti, era nata a San Paulo, come tanti italo-americani appunto. E parlandone e leggendo la sua storia, una sera ad un amico...

Ma no, queste son cose così personali, così incredibili. Andiamo oltre!

So che a lei sarebbe piaciuto quello che sto facendo, nella mia vita: era una generosa. Ed una scolpita dal dolore: capita e ci migliora.

Spendo questo ricordo di poche righe e di molta discrezione, pudori, non perchè i ricordi sian pochi: è tutto così vivo, come una sensazione diffusa oltretutto, una gratitudine che va oltre i singoli episodi; è il buon profumo che lasciano certe vite.

Vorrei poterle dire che resta sempre qui con noi ed anche altrove; che son certo mi segua, anche nel deserto e nella fuga, nella tenacia e nello scoramento.

Che spero di rivederla un giorno, felice, non più di nero vestita, l'avuela mia, mia nonna, così bella quand'ella altrui saluta...

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B
So che non dovrei intrufolarmi in un ricordo personale come quello di oggi, ma lo faccio in punta di piedi e rimanendo in tema……<br /> Lo faccio perché le parole che leggo “….creazioni artistiche in cucina e dolci e creme……” in occasione di una data – domani 24 gennaio – non potevano non “toccarmi” : il 24 Gennaio 1924 è la data di nascita di mia madre. Donna “creativa”: cucina, ago e filo, amante della poesia, del violino, del bel canto, della primavera romana – calda e soleggiata – per lei che veniva dal freddo Nord del Friuli Venezia Giulia.<br /> Lei che per amore visse a Perugia, a Roma senza mai perdere il suo accento da “polentona” come dicevamo scherzando, lei che non conobbe mai suo padre emigrato in Argentina.<br /> Lei sa che andrò a trovarla “recando in mano un mazzolin di rose e viole…” perché quando vado mi sento ”a casa” anche se di lei - di tangibile – trovo solo una foto; eppure quell’andare mi fa sentire forte, sento quel senso di unità che solo un legame così unico e forte può scatenare.<br /> Spero che il sole faccia capolino in questi giorni per arrivare con quel tepore che le dava tanto piacere, per raccontarle di me sapendo di farle piacere, ma soprattutto per il piacere mio di “viverla”.<br /> Grazie per avermi dato quest’ opportunità inaspettata di poter fare un regalo, un dono di compleanno …….diverso.
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S
Sono contento per questo

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