Posso contare su di un grandissimo amico, prima di altri, di cui per correttezza però qui non si fa il nome, il quale son certo peraltro che queste righe non le leggerà mai, quindi ninete piaggeria. Questo amico l'ho incontrato che ero l'adolescente inquieto che poi son sempre stato.
Ogni volta che lo si incontra, per me è un raggio di sole, un po' di aria tiepida sulla mia pelle intirizzita. Spero di non perderne mai il privilegio della fiducia.
Proprio stamani leggevo di certe amicizie (Basilio e Gregorio Nazianzeno) il cui unico impulso, dopo l'affetto, è quello dell'emulazione, infine della stessa comunione, per quanto questo termine per me significhi tutto e niente.
E' anche a lui che devo quel po' di sollievo di cui ho bisogno anche dopo tempi grami come questi: parlo dei miei.
E' anche a lui che devo l'incoraggiamento a darmi ancora da fare: "tu puoi" mi si dice quasi sempre tra le righe; e "forse ti si sta chiedendo tanto quant'è la forza che ti vien data".
Poi la vita non fa che farti trovare dopo il dolore - almeno per ora, per me, dico - il medicamento che cerchi.
Oggi è una di quelle giornate. Tocco con mano un po' di premura nei miei confronti: dicesi "carità e attenzione".
"L'inizio del nostro amore per Dio consiste nell'ascoltare la sua parola", mi vien detto ora in un messaggio appena aperto, citando Bonhoeffer.
Non chiedetemi come si fa ad ascoltare, nè voglio pontificare, ora. So che una parola mi ha conquistato, dapprincipio. Di questo son certo. Che fu come luce e come una Rivelazione. A volte sembra che tutto coincida; allo stesso modo in cui un giorno prima tutto sembrava congiurare contro.
E allora si ha voglia di ricominciare, o di perseverare, se già ci si sta provando. Solo per questo gli amici sono il tesoro ed il regalo che ci vien messo sulla strada, la stessa sulla quale pure siam caduti ed abbiamo provato il sapore della polvere, attorniati da quelli che amici invece non sono.
A lui e a loro, la mia gratitudine vera.
Forse son doni del Cielo; forse anzi non c'è "forse" che tenga...