Cominciamo una nuova vita e una rubrica nuova.
Forse va fatto un bel respiro: "pregare". Non ho nulla da insegnare. Non dirò certo come Colui al quale fu chiesto "insegnaci a farlo".
Però pregare dicono che è come respirare e allora vi accompagno il respiro con le preghiere che un respiro me lo danno ancora e sempre, oltre un'emozione. Sono quelle che talvolta mi rileggo recitando e stupendomi del nuovo che ogni volta ci trovo.
Ne scriveremo una a settimana, d'ora in poi.
"Concedi alla mia mente, o Padre, di elevarsi alla tua sede sublime.
Concedimi di contemplare Te, fonte di ogni bene. Ch'io possa trovare la luce e, trovatala, fissare in Te gli occhi attenti dell'anima.
Dissolvi le nebbie e il peso del mio essere di terra e rifulgi del tuo splendore. Tu sei il Sereno, Tu quiete e pace per i giusti.
Il nostro fine è contemplare Te perchè Tu sei il Principio e sei allo stesso tempo per noi compagno e guida, via e meta".
(Severino Boezio - De consolatione Philosophiae III, 22-28)
I resti del santo filosofo riposano in San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia. Scoprì la cosa per caso due anni e mezzo fa, durante una visita in città, alla ricerca dei luoghi agostiniani, Rubacchiai l'immaginetta sulla quale era trascritta. Me la porto con me, nel libro dei Salmi.
Sono "gli occhi attenti dell'anima" e quel "Tu sei il Sereno" i miei passaggi preferiti. Senza contare che quel Principio compagno guida via e meta soprattutto, segnano davvero la storia tortuosa di tante ricerche umane. Fede certo, ma anche ragione intelligenza, indagine e studio, filosofia. Ecco cos'è che mi piace in essa.
Vorrei davvero per tutte le persone che mi stanno a cuore che la ricerca non finisse mai: viaggiare fino a contemplare la fonte di ogni bene, il bene stesso che ci scorre accanto.
