Favola di Natale: parto in treno dall'eremo verde e arrivo a Roma giusto in tempo per volare in S. Maria Maggiore. "Chiedi un segno" - mi si dice dalle Scritture - ed io nicchio un po'. La vita mi sembra un po' meno su ordinazione. Mi rimetto su di un treno, così senza pensarci troppo e lascio Roma in orario, mentre assolutamente in tempo giungo a destinazione.
Uno scompartimento toccato da un'aria strana: due coniugi anziani già in missione in Africa, in Camerun, a raccontare la loro storia; un giovane bocciato ad un esame che cerca una direzione ai suoi desideri, un argine, un orizzonte solido per i suoi sentimenti; una ragazza napoletana che lavora a Roma, giovane, a lungo a scuola dai salesiani, con le sue perplessità, le sue resistenze sul tema; una ragazza silenziosa e talora ridente; ed io.
Mi sento di raccontare: vengo invitato a farlo. E credo che il segno sia qui - lo dico - in questo incontro, in queste due ore a parlare di un altro mondo, possibile, quello che ci piace. E di anziani e genitori, di maestri, di Assisi e di Africa, e di lusso e di quel che basta per vivere. C'era un po' di paradiso oggi in quel vagone e come un'aria di festa, e speranza - mi sembra. Ci siamo salutati non come se niente fosse: ma come se niente fosse casuale. E nulla lo è.
Neppure l'ultima coincidenza di treni presa al volo, per tornare dai miei questa sera, con la sensazione di aver gustato un dono, un po', di averne dato.
E la vita è migliore.
Siamo in attesa - diceva oggi il padre in S. Maria Maggiore - oggi che nessuno sa più attendere nulla.
Che non c'è ansia per i frutti di stagione, per i dolci della festa, e tutto è uguale a tutto ogni giorno. Siamo in attesa noi che siamo impazienti e che spesso riceviamo quando neppure più attendiamo null'altro ancora. Attendo invero giorni belli ancora e battiti d'ali ed entusiasmi e umanità come questi, io.
E amo vivere per questo, per questa gioia inattesa, inaspettata, per i segni che neppure abbiamo chiesto e che sono giunti, nel tempo della festa, magari alla vigilia. Domani vedremo. Spero un giorno migliore.
Regalo di Natale, rinascere ogni giorno ancora, e contando che ciò avvenga.