"Dovunque tu sia stato, in tutto questo tempo, in questi anni trascorsi, sono stato sempre con te".
Non io, ma il Padreterno "in persona", a Davide, dal Secondo Libro di Samuele, quest'oggi. E mi piacerebbe pensarlo per me; per chiunque; a maggior ragione per chi mi sta a cuore. Anche nei luoghi e nei momenti meno scontati, quando sembrava che tutto fosse lontanissimo.
Negli anni, nei miei, sono stato davvero dappertutto - parlo per metafora, certo - dove Dio in genere neppure si pronuncia: nei bassifondi, nei portoni della città vecchia - come avrebbe detto De Andrè - dove il vecchio professore, come quello dell'Angelo Azzurro, perdeva la sua dignità dietro alla Lola di turno, alla ballerina seducente e opportunista.
Detto così, siamo stati davvero in ogni luogo: e Lui, in qualche modo doveva esserci. Quanto meno sui fondali della mia coscienza.
La coscienza che non è mai quella che alimenta solo sensi di colpa e che sembra rimordere: la coscienza che è l'autoconsapevolezza, cioè la consapevolezza di sè, presenza di noi a noi stessi. Dio non è dunque nei nostri sensi di colpa ma semmai nella nostra identità: Dio fa parte di noi. Ed è per questo che è stato dappertutto, anche quando ci siamo vergognati di essere quel che siamo, di fare quel che abbiamo fatto: un mare di errori. Il peggiore, quello di essere poco fedeli a noi stessi.
Sempre stato con me.
Hai camminato con me, parlato e sedotto; raccontato ed incontrato, persino abbracciato e scalciato; hai giocato con me a pallone e corso con me al mattino; hai detto a brutto muso con me a mio padre o al mio capo che io sono un uomo libero, libero di scegliere; mi hai sostenuto di fronte al medico che mi recitava il suo fosco verdetto; alla banca che mi ha rifiutato il mutuo; che mi hai sostenuto nei miei scontri verbali persino con le autorità religiose e civili costituite. E lo sei stato quando ho amato e quando ho voluto bene.
Tutto - rivissuto così e condiviso - ha un altro sapore. E in fondo ora mi sento meno solo anche solo a ricordare, sicuro che ho attraversato tutto, deserti e bellezze con questa coscienza dentro, con una presenza accanto.
"Sono stato sempre con te". Ce lo siamo detti - io me lo son detto - quando mi sono sentito ferito e colpito, non di rado senza motivo. Quand'è così mi viene un po' voglia di frignare - lo ammetto - "perchè non me lo hai detto subito? com'è che allora non l'ho capito?".
Ma questo serve a poco, ora.
Serve la consapevolezza ora, quella sì. Alzo gli occhi e sento come un brusio. Voci senz'altro e solo suggestioni. Dovunque sia stato, Inferno e Deserto, abbiamo fatto un bel pezzo di strada assieme.