Abbiamo parlato di bellezza oggi al nostro corso di scrittura. Già, la bellezza: questa sconosciuta! Hai voglia a dire - abusando dei grandi e della loro assenza - che "la bellezza salverà il mondo". Di quale bellezza stiamo parlando?
Di quella che risponde ad un canone estetico; o forse di una bellezza piena di senso che riscatta tutto il brutto dell'uomo?
Il bello insomma è ciò che eleva la nostra dimensione, è una sorta di ascesi: è ciò che riesce nell'impresa di trasumanare.
E allora "bello" è ciò che tende oltre il nostro limite: oltre la vecchiaia e la morte, oltre quello che si offusca e tende all'eterno. che è poi l'unica aspirazione che ci vede sempre in affanno, mai del tutto soddisfatti.
L'uomo che accetta il qui ed è ora ed in questo si riconosce, è un uomo a metà: non brutto, incompleto.
Abbiamo parlato di bellezza e di salvezza, perché non c'è bellezza senza salvezza, senza qualcosa che sfidi il tempo e la dissipazione.
Ah, se ciascuno pensasse "voglio fare qualcosa che travalica il mio tempo, quello che mi è dato di vivere qui".
Avremmo azioni e gesti diversi; pieni di senso e di attesa; pieni di speranza, pieni di perdono. "Nessuna certezza" - mi si obietterà. Come se la sola certezza consistesse in quanto tocchi e vedi; in ciò di cui vedi immediatamente gli effetti.
Certo, nella cultura del tutto e subito, cos'altro inseguire se non ciò cui ti spinge ora il cuore, impigrito spesso, ormai in preda a sé stesso, ai suoi capricci, alla sua voglia e infine alla sua soddisfazione di un attimo? Goditi la vita!
E quel cuore che invece resta inquieto se non è anestetizzato: che continua ad andare di cosa in cosa cercando e cercando, il riposo che non c'è: non qui non ora.
"Dacci oggi la nostra pace; e che divenga il nostro pane quotidiano": il nostro pane che non ci fa sentire vittime della nostra fame, ma affamati di un pane che non ti dà i morsi dell'inedia e della insoddisfazione.
La bellezza travalica la terra, le età che trascorrono, le morte stagioni, le ansie e le lotte per un pezzo di terra; la bellezza che non è Nirvana eppure non è pura mondanità, cioè attaccamento ai beni di questo mondo:
la bellezza è essere qui, appartenere a questo mondo, e pure esserne per certi versi distanti, proiettati, slanciati, verso un parola eterna che non sia vana: che sia per sempre. Che ti dica "coraggio. Andiamo avanti".