Finisce un altro anno liturgico: oggi. E chi lo sa?
Chiedilo in giro per rendertene conto. Qualcosa significherà. Roba da addetti ai lavori?
Inizia un'attesa: qualcuno verrà. Avvento.
Sto ripensando a come rendere questo blog più utile alla causa: quella umana intendo. E mi piacerebbe che altri si aggiungessero al sottoscritto (che ad-venissero anche loro) per dargli una voce in più, un'attesa condivisa. Penso ai tanti amici che potrebbero: glielo chiederò.
Pensavo poco fa a tutte le esperienze di vita in comune che ho provato in questi anni e cercavo di ricordare per ciascuna di queste, un'immagine, una sensazione; le cose da salvare.
Un giorno, presto, devo farne una rassegna e di là ripartire. Ripartire dalla buona gente che ho incontrato, dai loro sforzi per diventare uomini e quindi santi.
Ricordo con nostalgia un giovane francescano di Frigento ad esempio, dove sono stato ospite qualche giorno, ai tempi dell'università. Le nostre passeggiate nell'orto e il suo tentativo di convincermi a restare: magari lo avessi fatto! E il giorno trascorso sul tetto a saldare le travi alla luce della fiamma ossidrica. Al mattino ci siamo svegliati abbacinati senza poter vedere. E' dovuta intervenire la sapienza popolare di una donna del posto: patate sugli occhi, a fette e via il dolore.
Come le fette che mi porto adesso - temo - sugli occhi, a non vedere il tempo perso e la nostalgia. Siamo ancora in tempo per ripartire sempre, anche dai miraggi e dagli errori. E questa è una gran consolazione per quel popolo di magi e di pastori, pellegrini che siamo ancora. Questo è l'anno che sento buono; l'anno per salire sul tetto a saldare tutta la mia vita, brutto e bello, regole ed infrazioni, finalmente. Per dire grazie e costruire un tetto dove riposare e accogliere se posso, se Dio vuole.
Chissà cosa ne è stato del mio amico francescano di cui neppure ricordo il nome (Giuseppe forse, da Benevento, credo)...
Sale il fumo dai comignoli e da lontano questa campagna mi invita a sperare, anche a pregare. I ricordi a fare il punto: un punto e a capo, insomma.