Chissà cosa dovremmo fare perché oggi un discorso sul senso abbia senso.
Sembra che ai più - ai ragazzi, in special modo - parlare di questo sia diventato impossibile. E' quello che scorgo come una vera e propria ossessione nelle parole di tanti. Diventa una litania "i giovani, i giovani...".
Molto onestamente, cerco solo di raccontare quel che vivo - con quali risultati non saprei - perché non si può discettar sulle cose a più non posso: i precettori oggi non servono, mentre occorre che si faccian vivi i testimoni: quelli che certificano la propria esperienza diretta, non altro; senza neppure suonare troppo la grancassa: per carità!
E' l'ossessione dei miei amici parroci però (quei pochi che ho); di quelli che si adoperano come catechisti e animatori; è l'ossessione di quelli che hanno la mia età e oltre: perché sembra davvero che ci si trovi di fronte ad una sostanziale impermeabilità.
Poi, a ben vedere, la mia generazione - se solo provassimo a far mente locale - non è che nella realtà dei fatti fosse più attenta di quella attuale; per certi versi, l'ostilità nei confronti di ogni fede religiosa è stata ancora più tangibile, in anni assolutamente ideologizzati.
Il nuovo forse consiste nel fatto che è il disincanto ad essere sempre più diffuso; giustizie non solo di questo mondo ed escatologie di seconda mano, mi sembra che non abbiano molto appeal: è tutto qui.
A quelli che studiano strategie che somigliano alle unità didattiche della nostra povera scuola, suggerirei altro, in tutta umiltà: ci mancherebbe! Non posso fare a meno di sorridere quando sento adottati sistemi e parole che sentivamo a scuola trent'anni fa.
Ho l'impressione che stiamo scimmiottando qualcosa, nel tentativo goffo di fare un po' dottrina, un po' scienza dell'educazione; un po' psicologia dell'età evolutiva.
Io ho in mente altro.
Sono ospite questi giorni di una giovane comunità, a Roma. La loro chiesa stasera era piena di gente, anche di ragazzi, silenziosi, attenti: ho l'impressione che avessero puntato su altro: magari il bello, il senso del sacro, un clima che sapevo di senso, anche di mistero; era evidente una presenza, una pienezza.
Forse è la sciatteria, la desacralizzazione a tutti i costi ad allontanare chi cerca altro che non sia la solita strategia applicata dell'uomo post-moderno, poco convinto peraltro anche del suo stesso sapere.
Di fronte al Mistero si leva il cappello chiunque - voglio dire - anche il non credente. E magari si interroga: chissà.