Sono approdato da una decina di giorni in un paese della provincia italiana, dopo una ricerca lunga e testarda oltretutto. Il borgo è situato a metà strada tra Lazio ed Umbria.
Non manca il verde, non manca un bel silenzio che rinfranca, qualche saluto, ora: non manca di tanto in tanto persino la nostalgia immancabile del gran caos cui siamo abituati, tutti.
Ho scelto non da oggi di non portare con me televisione - intanto - né altri invasori della stessa genia. Voglio dedicarmi ad altro, senza dimenticare nessuno. Era quello che da tempo ci chiedevamo. Poi, altri ci chiedevano segni tangibili della nostra eccezionalità; e così altro non facevano se non solleticare la nostra vanità, mettendo alla prova la fiducia che avevamo in quanto stavamo vivendo.
Mi mancano talora i miei genitori - ammetto - e qualche affetto a cui ero abituato; eppure ho la sensazione che, pensando loro di lontano, quell'affetto si rinsaldi: è come se uno avesse la possibilità di scoprire quanto vale.
L'ho fatto un mio programma di vita - per lo più, se è quello che mi chiedi - non inderogabile, naturalmente: non ho più l'età per non ammettere qualche variazione di percorso. E il mio programma di vita è un inno alla vita, a quella che mi tiene ancora in piedi, a quella che mi fa ancora amare vivere.
Me ne sto a quattro passi da Assisi - per dire - e a quattro dall'Appennino con le sue solitudini montane; i suoi piccoli borghi; i luoghi che ispirano un'altra dimensione. Per la prima volta ho la sensazione netta di non avere più bisogno del baccano che ho frequentato a lungo: dei luoghi affollati, dei centri di ritrovo e del supermercato; dell'andirivieni lungo i corsi dello shopping. Per la prima volta, mi rendo conto di avere il cuore altrove, qualora non fosse stato chiaro.
Come sono lontani i discorsi delle cose da comprare per apparire; di quelle cui non si può rinunciare per sopravvivere; delle ricette in tv che non si possono ignorare; delle partite da non perdere; delle occasioni da non lasciar cadere; del fisico per mettere in atto l'infinita farsa della seduzione.
Mi rendo conto che c'è anche dell'altro da cui si può essere sedotti; e che non ho fatto molto per attivare tutto questo.
C'è lo stupore di scoprire che c'è un mondo più autentico, un po' meno schiavo del mercato: della nostra carne, naturalmente...