La notte non si dorme, come il principe di Condé, ci si rigira inquieti - e il cuore nostro è inquieto fino a che non riposa in Te - e il tempo non passa.
Un buon libro che non ti distrae più, qualcuno, la tv; altri si accoccolano e si mettono a pregare appunto, come Cristo sul monte, in una foresta che nasconde, come un eremita spesso senza Dio, invocando la pace e il sonno, soprattutto.
Una decisione è da prendere quando si è in quello stato e quando si implora di essere lucidi e illuminati. Alla fine si va, anche se trepidanti, anche se confusi; magari confidenti!
Quando ero un ragazzo mi si raccomandava "di avere giudizio"; di essere prudente e razionale (mio padre me lo dice ancora quando parto), di pensare fino a dieci prima di dire...
Io provo a decidere dopo le mie notti insonni in cui provo a pregare a chiedere ad implorare, a quel Dio nel quale siamo e respiriamo, che si fa cercare e trovare benché a tentoni; a quel Dio che in fondo è in noi.
E poi non posso che fidarmi, mollare gli ormeggi.
Come mi sembra antica questa immagine degli ormeggi!
L'avevo dimenticata, quasi. Dovevo proprio tornare in un paese costiero per ricordarmene.
E' che bisogna mettersi in mare o dove che sia, partire, decidersi, dopo una notte insonne, dopo un grido prolungato lanciato al cielo. Esco all'alba e, camminando, l'aria e le idee si son fatte così chiare, così possibili...
La notte è finita: bisogna decidere. Ne chiamò dodici mettendo anche in preventivo che qualcuno lo avrebbe fregato...
E' quasi sempre così.
Ma partire in ogni caso val sempre la pena, costasse pure morire...