Pregare e chiedere: "due o tre riuniti nel mio nome", come ci viene ricordato...
Differentemente da quanto non si creda, pregare assieme non è la cosa più naturale di questo mondo (vedi i cori e la salmodia).
Pregare è assumere un modo d'essere, intendo, più di un semplice atteggiamento; è trovare un ritmo, al respiro e alle parole, ai silenzi. E' difficile che questo avvenga in pubblico, dove i farisei si fanno vedere in prima fila: e infatti non pregano questi, ma perlopiù "recitano" la preghiera, l'essere oranti, intonano e danno il via alla sua teatralizzazione, talvolta solo parodia.
Altro è Pregare in pubblico; pregare "un cuor solo, un'anima sola" è altro.
E quel ritmo di giubilo, quel respiro profondo di Dio, come l'aria che ci manca, come una nostalgia quasi amniotica, del di ciò da cui veniamo, è una ri-conquista interiore, come per un allenamento quotidiano, più che solo uno slancio e molto più che una corale.
Mi chiudo più facilmente nel chiuso della mia cameretta per pregare, mentre mi distrae la litania del Rosario un po' cantilenato delle nostre vecchine - lo confesso - anche se pure questo ha un suo ritmo, il suo, che sovente sembra un po' un pianto, ma in fondo non è il mio: né il pianto né il ritmo. E anche il ritmo del mio Rosario ha un ritmo tutto suo.
Dopodiché, può anche dirsi che trovare il ritmo altrui e quello comune è un altro passo per l'ascesi, per crescere: chissà. Forse nessuna delle due dimensioni può essere facilmente trascurata: non si prega da soli, non mai del tutto.
Così che si può stare dall'altra parte dell'universo, separati e segregati, in clausura e nel chiostro eppure pregare assieme, con lo stesso ritmo e con lo stesso cuore, lo stesso amore, assieme a chi è altrove e pure ci è vicino quindi; egli è con noi - dico - assecondando semplicemente quanto viviamo, il nostro piede che batte sull'impiantito, la nostra voce che alterna alti bassi, pieni e silenzi.
Non c'è un solo modo di pregare, né valgono per tutti le stesse parole: è l'intenzione, il ciò verso cui si è tesi appunto, a fare la preghiera.
Il resto è tecnica e ritmo, schemi e posizioni, come stare in campo: tempo e spazio, dico, mentre essa mira ad altro, credo all'Assoluto.