Uno delle cose più belle dipinte dal Caravaggio, a mio avviso, è la Madonna dei Pellegrini, opera che si può vedere nella Basilica di S. Agostino in Roma, a quattro passi da piazza Navona.
Ciò che fece scandalo e che colpì ai tempi della sua composizione, furono quei piedi sporchi, lividi e gonfi, tumefatti, in primissimo piano sulla tela, che sono ben altra cosa dai piedi sollevati e così botticelliani - mi sembra di vederli - della Vergine che li accoglie sull'uscio della casa di Loreto, quasi una dama;
e ben altro ancora dalla compostezza aristocratica che ci si sarebbe attesi per i due pellegrini ritratti in primo piano e di tre quarti, che altri non sono che aristocratici romani in pellegrinaggio al santuario mariano delle Marche.
Ci pensavo stamani, camminando (a piedi), e tenendo lo sguardo basso; cosicché non ho potuto fare a meno di notare quanto diverse siano le calzature (certo!), i piedi stessi della gente che ci circonda: quelli dei poveri - dico - quelli gonfi dei barboni; quelli della povera gente che va al lavoro; quelli deformi degli anziani; quelli chiusi in scarpe impersonali di chi veste all'ultima moda; quelli di chi calza le scarpe tradizionali del proprio Paese; i piedi di chi cade per strada e di chi ci muore, come nelle foto, abbandonati in posizioni innaturali, senza più articolazione, dopo un incidente.
Oggi ne ho veduto persino di una donna che indossava le scarpe di danza - come in un Degas - con tanto di stringhe lungo il polpaccio: credo vivesse un'altra dimensione, non oggi, dentro i suoi ricordi, in strada.
E ho pensato ai centomila passi che compiamo nella vita. Da dove provengono i piedi stanchi dell'anziano e del clochard? Dove stanno per alzarsi, verso quali sogni, come gazzelle, quelli dei ragazzi?
Le scarpe lasciate fuori davanti alle Moschee e quelle raccolte nei Musei dell'Olocausto. Togliersi le scarpe perché il cammino non ha più bisogno di scarpe - mi viene da pensare. Togliersi i calzari perché non c'è più polvere da attraversare e neppure sassi aguzzi. Come per volare o per nuotare, come i pesci che non hanno zampe e non hanno unghie e nemmeno calzari appunto; come ciò che si solleva come una Primavera e come un Botticelli, dove i piedi non sono null'altro che un orpello, un ornamento: loro volano!
Non volano invece spesso le nostre gambe e sono stanche di camminare, a lungo avanti e indietro: casa e lavoro, mercato e chissà cos'altro ancora.
La sera torni a casa e - come ci facevano fare le nonne una volta - la prima cosa da fare è quella di levar le scarpe.
Gesù Cristo si chinò e i piedi li volle lavare.
Sapeva quanta fatica costa camminare!