Seguo l'istinto, stamattina: mai "d'istinto" scevro del tutto dalla ragione; è certo. E come si fa a non metterci dentro quel che siamo, l'uno e l'altro?
E' che una selva di emozioni mi (ci ) sovrasta, talora. E son contento che sia così.
Talvolta ci si leva la mattina e si cerca con affanno un senso: alzarsi; si vorrebbe un segno da dare alla propria esistenza, alla propria direzione, che grazie a Dio poi non è mai rettilinea.
Dal balcone di casa e poi in strada, i primi che ho incontrato sono due persone ("esseri umani" intendo) colpite dallo stesso strazio, negli anni - guarda il caso - l'aver perso un figlio, giovanissimo.
Mi è capitato di parlare con loro, senza premeditazione, una caso, un buon caso: prima con l'una poi con l'altro: ed era strano davvero pensare il dolore che mi veniva incontro, persone, uomini e donne segnate dalla fatica di sopravvivere: De Andrè avrebbe detto "che proprio al centro le ha colpite, che intorno le ha scolpite", più o meno.
Erano storie sbagliate per lui; e in effetti certe morti sono davvero sbagliate dal nostro punto di vista. E pur non sentendoci il Padreterno, forse quel dolore che bussa alla porta ha già un senso, anche per noialtri, diventa come un richiamo: "datti da fare: forse gli uomini valgono per la loro capacità di provare empatia". Senza moralismi...
Come si fa, invero a non dire "sono con te" allora? Magari, certo, ad intermittenza, coi vuoti del nostro cuore, ma pure fino alla fine del mondo.
La verità è che essere solidali - non dico di me... - è la cosa più naturale del mondo; è che poi ci facciamo una bella scorza perché esserlo è un impegno, certo, una fedeltà.
"Mi ero detto che non avrei più parlato di te", visto lo scherno di tanti - dice Geremia - ma non si può non farlo: lo senti nelle ossa. Cerchi di resistere, come all'amore, ma non se ne può fare a meno, e diventa, chissà, forse persino una dipendenza: noi dipendiamo dall'amore - direi - o dalla sua mancanza.
Cos'è un uomo che non sa provare pena?
E ripensavo al cammino durissimo che hanno affrontato alcuni tra noi. A quelli che sentivano che sarebbero dovuti passare per una Gerusalemme ostile e a cui qualcuno diceva "questo non ti accadrà mai".
Si sbagliava e forse ci imbrogliava.
Di là è obbligatorio passare se si vuole arrivare al posto delle fragole, al posto in cui "al cor gentil rempaira sempre amore".