Sento come un imperativo categorico in questo tempo; come un invito continuo, pressante a liberarmi dalla rabbia. Liberati dalla rabbia - mi dico - liberiamoci da questa lebbra, da questa malattia dello spirito.
E' più che perdonare, in fondo. E' lasciarsi andare ad una pace che nasce dalla coscienza retta: "ho fatto tutto quello che mi era possibile. So, in coscienza di aver dato tutto".
E quando penso ad un Dio capace di guardarci con rispetto, con amore, non posso fare a meno di pensare questo, per la prima volta: che se mi amasse, non potrebbe non provare affetto, tenerezza, per quest'uomo che ce l'ha messa tutta, prima di arrabbiarsi e poi di liberarsi anche di questo, del risentimento, del rancore.
Ci passi dentro questo sentimento per sperimentarne tutta l'amarezza; per provarne il sapore del fiele e la feccia, il fondo del calice.
Dopodiché capisci che quel gusto ti avvelena; e che c'è una pace da cercare ora, come a disintossicarti di tutto il male mandato giù.
Se ti guardi vivere, a tratti; se guardi il modo in cui hai vissuto, non puoi non provare tenerezza - intendo - per quello che hai cercato di vivere e fare, realizzare. Smarrito in mezzo alla malizia alla perfidia ed all'incredulità diffusa, vulnerabile ma bello come un eroe d'altri tempi, uno di quelli non fatti per questi tempi e questo mondo. Di questo puoi essere orgoglioso, in fondo: della tua pulizia.
Anche il mio amico che voleva cambiar sesso, nella sua dolcezza, nel suo dolore, era pulito, nelle sue intenzioni, nella sua onestà, nella fragilità; ed assolutamente inadatto a vivere come e dove ha vissuto, catapultato qui e ora come un solitario, diverso, in tempi sbagliati, in una società che non gli apparteneva.
E se un padre c'è, lo avrà accolto, "Figlio mio che non eri per quel mondo".
Bisogna proprio buttarla via questa rabbia, liberarsene come di un fardello che ci rende impossibile proseguire il cammino; e invece lasciare che i morti seppelliscano i propri morti, continuando a percorrere strade proprie, secondo il proprio cuore, cercando, cercando, cercando...
Ogni giorno che passa è un passo in più verso la vita che abbiamo sognato. Proprio vero che ci si impiega tanti anni a diventare giovani.