Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

simeone.overblog.com

simeone.overblog.com


Il banco dell'ipocrita

Pubblicato da enzo cilento su 18 Giugno 2014, 09:41am

Tags: #in vista

Il banco degli ipocriti è sempre stracolmo di cose da vendere che fanno bella mostra di sé. In fondo si tratta di una messinscena, di una vetrina luccicante, di uno specchietto per le allodole; ed è quasi tutta chincaglieria

Sono pochi davvero i passi del Vangelo che mostrano questo vigore, questa durezza: "essi hanno già ricevuto la loro paga". Lo sentivo ripetere stamani in chiesa e mi chiedevo di quanta ipocrisia sia pieno il nostro mondo.

Dell'adulazione dei commercianti e dei commessi, spesso ("le sta benissimo. Sembra cucito apposta per lei"); di quella dei bancari e degli usurai, dei truffatori ("si tratta di un ottimo investimento"); di quella dei capi e dei subalterni ("averne di uomini come lei!"); di quella di artisti e letterati, attori e politicanti, curiali e pretuncoli ("ma come stai? a che piacere vederti? amiamoci come fratelli"); mentre - ciascuno nel suo tempio e nella propria chiesa - si siede nel banco più visibile, ritto (o troppo curvo) perché tutti sappiano che sta pregando per tutti; che sta digiunando per gli altri; che sta sacrificandosi per il mondo intero.

Dobbiamo profumarcelo invece il capo ed andarcene in giro con la faccia della festa - ci vien suggerito - e mai suggerimento fu più salutare e saggio.

Perché non è bello in verità che tutti sappiano quanto sei bello e buono, quanto generoso; ché proprio non c'è nessun bisogno che ne sia informata la stampa internazionale, come della beneficienza che fanno i potenti e i miliardari, anche i calciatori; dei viaggi per l'Unicef e per Save the children, recando in braccio il bimbo denutrito di colore, con la lacrima che spunta tra le ciglia.

A sant'Egidio giorni fa, a Roma, la gente povera stava seduta ai tavoli e tra i banchi ad ascoltare e non era lontana e non era diversa da noi, da quelli che ti camminano a fianco ogni giorno, al mercato e a fare la spesa al mercatino prima che chiuda, al banco degli ipocriti, naturalmente.

E un po' mi compiaccio anch'io a non sentirmi tale - ipocrita intendo - e a dirmi come il fariseo "Signore, ti ringrazio per non avermi fatto come loro".

C'è un solo modo per non esserlo invero; ed esso consiste nell'onestà che assumiamo - qualora ne fossimo capaci - davanti a noi stessi: non nei banchi non nei templi e neppure davanti al Padreterno.

Non posso dire di amare nulla se non sono in grado di entrare in sintonia (empatia) con quelli che sono nelle lacrime, con quelli che sono nella gioia.

Non lo sono neanche qualora volessi mostrare e dimostrare il contrario anche a me stesso.

Mi inquieta l'ingiustizia; i diritti calpestati; la povertà, l'abbandono, la malattia degli altri, la violenza, la morte e la guerra?

Mi inquieta e mi arma la mano?

E se così non fosse, per chi starei piangendo e pregando se non solo per me stesso?

E se così non fosse, non potrei che registrare il mio fallimento di uomo: un'ottima imitazione non c'è che dire; una chincaglieria perfetta e ben fatta, bigiotteria; un falso che brilla in vetrina, ingannando l'ennesimo cliente.

Quel che nel Vangelo non si osa dire è che un ipocrita è sempre la peggiore della meretrici. Si vende.

Ed è solo un inganno. Non è amore, insomma, ma solo e sempre simulazione.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post

Archivi blog

Social networks

Post recenti