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La fiera della gelosia

Pubblicato da enzo cilento su 20 Maggio 2014, 07:15am

Tags: #in vista

C'è un sentimento tanto incontrollabile come la gelosia?

Non si tratta neppure di un sentimento squisitamente umano, peraltro; gelosi lo sono anche i cuccioli, quelli dei cani e dei gatti, che vediamo da vicino; si tratta insomma di un sentimento animale, quasi più di ogni altro, perchè tira in ballo lo stesso istinto di sopravvivenza di ciascuno di noi.

L'altro potrebbe mangiare il nostro cibo, dopotutto; potrebbe ridurre il nostro spazio vitale; potrebbe minacciare il nostro bacino di caccia, il nostro lavoro e la nostra clientela; ci potrebbe umilare e sottrarci ammiratori lettori spettatori clienti adepti.

"Tu mi togli il pane e il lavoro" - fateci caso - è l'accusa che ogni xenofobo rivolge allo straniero e all'immigrato; che spinge ogni potente impaurito e non ancora nè mai sazio, a liberarsi del suo avversario.

La gelosia nasce dalla paura del nuovo (come lo affronterò?):dell'incognita che non si controlla (quale sarà dunque la sua prossima mossa?). Paolo e Barnaba, Gesù Cristo stessi non sono ad esempio la variabile che minaccia il potere dispotico di caste: sacerdotali, di guaritori, scribi e farisei?

Sono incognite imprevedibili, ecco!

La gelosia che ci prende di fronte a chi ha tutto o a chi è libero dai nostri condizionamenti.

Ai liberi - oggetto della più grande gelosia, una sorta di odio contro, perché mai potremo minacciarli ed assoggettarli con le nostre armi spuntate - si porta la più inestinguibile delle gelosie: di fronte alla loro libertà, al loro distacco dalla nostra piccineria, siamo del tutto impotenti. "Come osi disprezzare il potere che detengo; il successo che raccolgo; il ruolo che ricopro con fatica?"

La gelosia ci spinge a scacciare, a respingere a mormorare a ingfangare a infamare aduccidere , come e se si morisse più di lingua che di spada. La gelosia ci fa tacciare altri con disprezzo di diversità e di anormalità.

La gelosia ci fa dire "quello è un pazzo ed uno squilibrato"; ce lo fa chiudere in un lahger e in un manicomio; ce lo fa indicare all'attenzione della gente come l'appestato e il traditore; come colui da cui guardarsi.

I gelosi non amno nessun altro che se stessi.

Degli altri non vogliono avere che il controlo, il diritto di vita e di morte; mettono in atto la persecuzione e lo stalking: i gelosi ti aspettano sotto casa per farti a pezzi, dopo avere intinto la mano nel tuo piatto, perché ergelosi anche della tua pietanza. La loro non gli bastava più.

Negli occhi del geloso è l'odio per questo mondo, troppo piccolo per poter ospitare lui e voialtri insieme. Per loro è sempre tempo di homo homini lupus.

E la guerra, quella che nasce dall'avidità e dalla brama di ogni cosa, non finisce mai: si mangiano con gli occhi le donne d'altri e la loro roba. La loro è sempre insufficiente.

Non invidio i gelosi: ne ho solo paura perchè in loro prevale la belvain preda al terrore. E questo li rende imprevedibili e feroci.

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