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Forte come un respiro

Pubblicato da enzo cilento su 2 Maggio 2014, 07:45am

Tags: #la storia

Non basteranno tutti gli eserciti di questo mondo a fermare ciò che deve accadere; se è questo che deve avvenire, se il Dio stesso che scrive la storia, le nostre storie, è questo che vuole.

Come se all'uomo e alla sua forza - "che non prevarrà"- ricorda il salmo - non spettasse che un ruolo marginale in tutto questo.

Tanto che se, Dio non volesse, nulla accadrebbe; e tanto che, se così fosse, tutto il male di questo mondo non sarebbe neppure spiegabile se non in questa ottica.

Ma allora Questi vorrebbe un male?

E all'uomo poi cosa sarebbe consentito, in libertà, di scegliere?

Libero anche di massacrare l'umile e il povero il disgraziato e l'abbandonato l'orfano e la vedova? Da queste domande non si esce fuori, se non dimenticando Dio stesso. Un Dio così non può esistere!

Ed è questa la dannazione per tanti di noi, per tanti uomini complessi e profondi che non si arrendono.

Non basteranno dunque tutte le nostre forze per fermare questi uomini - dice Gamaliele di fronte ai farisei parlando dei seguaci di Cristo, se è Dio che li manda.

E nessuno prevarrà infatti, nessuno ci fermerà se è quello che provvidenzialmente siamo chiamati a fare.

Può ostacolarci un tribunale un potente la chiesa, le sue gerarchie, quell'uomo o quel tal altro: può combatterci il mondo intero, ma nulla ferma la verità, se è quella che deve andare avanti.

Mi stupisce sempre e mi rassicura la storia di tanti infatti - e non solo di santi ma anche peccatori e uomini come tanti, artisti e saltimbanchi sportivi e professori - c'è qualcosa che li porta avanti; li conduce contro tutto e tanti, troppi, dove era giusto, magari scritto che giungessero; ed è credere che sia così che rende capaci di passare oltre muri e fossati, oltre incredulità e incomprensione: la volontà di Dio - se così si può dire - si fa forte della nostra volontà; così come la nostra di un disegno, forse, al quale apponiamo in calce la nostra firma.

C'è chi dietro questi atteggiamenti fortemente volontaristici vuol leggere quella forza del sovrumano, quel pelagianismo prometeico che ai più risulterebbe indigesto.

Io credo invece che più forte sia quella consapevolezza, non mai fatalistica, che se Dio è con noi (o Altro o Natura che sia), nulla potrà abbatterci.

Chi potrà separarci da tutto questo se non la nostra stessa incredulità?

Mi capita di ritrovarmi una forza trascinante talora, in questi momenti, in questi giorni, come un magnete che attrae il mondo, e che nasce solo da questo: da quella sicurezza che mi dà l'assecondare con fermezza il timone della mia vita che un Altro mi ha lasciato intravvedere e manovrare, lo stesso che sconfigge tutti gli eserciti e tutti gli increduli che mi si oppongono.

Andare avanti si può, si fa, nella coscienza di essere onesti con se stessi e in ascolto: di sé e di quella voce messami in cuore a strillare "vivi", come "respira".

Me lo ricordo il coma da cui sono uscito anni fa. Al risveglio mia sorella, Irene, pace, a ritmare il mio respiro "respira respira". Ed io a vivere, a fare ciò per cui ero fatto: respirare!

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