Food forever: non è lo slogan dei mangioni, dei beoni e neppure dei concorrenti di Slow Food, che ho peraltro conosciuto (ognuno ha il suo idolo: a qualcuno piace il cibo!).
Si tratta della ben nota indicazione "spirituale", una scelta di campo, tra quello che dura e quello che invece se ne va dritto, dritto, giù per la sua strada.
Dopodiché - detto tra noi - anche ciò che non dura - per quanto dura, per il suo sapore - ha un suo sapore ed un suo valore.
E' un buon modo questo, oltretutto, per salvare anche ciò che non è durato, ciò che è finito: svuotato il piatto, dopotutto non si può dire di non avere apprezzato e gustato, anche se mangiando c'era qualche spina di troppo e la digestione è stata lentissima.
La verità è che tutti i cibi succulenti vanno smaltiti col tempo e con un certo digiuno per un po'.
Il cibo che dura invece, quello spirituale, per intenderci, è quello che non sale troppo di frequente in gola: è un'amicizia che dura.
Stamani mi chiamava un vecchio amico, per questo, e sentirlo è stato una gioia: ci vedremo presto. E già questa promessa ha una sua durata. In attesa di un'altra attesa, probabilmente. Fin quando ci sarà questa bella e sana voglia di vederci...
Come un appuntamento con chi si ama; con le cose che s'amano: esse durano e non si tratta di nulla di indigesto.
Il cibo per sempre, food for soul, come dicono gli artisti, cibo dell'anima, è promettersi di vivere nel miglior modo possibile: voglio essere felice.
E lo si è anche condividendo certo: il che però non avviene mai sul nulla. Si condivide quel che si ha dentro e le cose - per essere lapalissiano - o le hai o non le hai punto...
Il cibo per sempre non è il cibo della vita eterna (non solo quello) come spesso ci fan credere, ma cibo per l'eterna vita, cioè per una vitalità che non s'arrende alla depressione e alla rassegnazione "oddio, il tempo è scaduto!".
Il tempo per mangiare di questo cibo e per provare l'ebbrezza della felicità non è scaduto mai: diciamo pure che quel cibo non ha scadenza sulla confezione.
Ne hanno invece le felicità acquistate a prezzo di un compromesso, con una cambiale e con un prestito a interesse da strozzino.
Ne hanno gli amici che lo sono fin quando sei come sta bene - in tutto - a loro. Lo è persino una fede (può esserlo) ed un Dio, che ti ama solo fin quando fai quello che piace loro. Se esiste un dio d'amore esso è cibo che non scade: ti alimenta e t'ama così come sei.
Ne prendo a pillole al mattino e prima di dormire perché non c'è nulla di meglio da mangiare che un po' d'amore, umano e comprensivo, per quest'uomo così piccolo e mediocre, meschino magari e beone, che continua ad aver tanta voglia di mangiare: in pratica, di essere contento.
In pace mi corico e subito mi addormento, sazio insomma, come un ragazzino...