Correndo questa mattina nella campagna umbra (non mi perdo mai l'occasione di toccare, Achille - piè veloce, la terra che mi ospita con le mie scarpette da running), mi sono imbattuto a inizio percorso, nei dintorni di Rivotorto, in un Cimitero di Guerra Inglese, un grande prato verde dove sono sepolte le speranze, con tante piccole stele a coprire il manto, il battaglione York Lancaster finito qui in Umbria tra il 39 e il 45.
Iniziando la mia corsa, vi ho visto ferma, davanti al cancello, una signora anziana, di nero vestita, proprio sulla soglia, "Requiem aeternam".
Ma sono passato oltre, mentre la ferrovia che conduce ad Assisi, sfilava alla mia sinistra prima di Santa Maria degli Angeli che per gli inglesi non è stata - a ben vedere - loro custode...
Mi ci sono fermato invece tornando in albergo al Cimitero inglese.
Ho tolto il cappellino di lana e sono entrato nel silenzio che non parla né umbro né italiano e neppure inglese: parla una lingua universale e sconosciuta, invece.
E inoltrandomi ho voluto leggere il primo nome che mi sarebbe venuto incontro: W.H. Collins, morto a 29 anni, battaglione York Lancaster.
Ho biascicato una preghiera per lui e per i suoi sogni, la sua giovane età dispersa nella foschia della campagna umbra, all'ombra della campagna assisana, a poca distanza dalla chiesa che ricorda l'incontro di Francesco con i lebbrosi, quelli che non tocca nessuno.
"Soldato Collins, ci siamo adocchiati e adottati stamattina in cui la morte ci ha unito e il brivido sulla schiena, il mistero di una lingua che non abbiamo mai parlato".
A 29 anni avresti potuto raccontarmi di tutti gli entusiasmi che avevi, della tua squadra del cuore, del Manchester United, della tua casa nello Yorkshire, di tua mamma e magari di qualcuno che ti aspettava.
Mai ti saresti aspettato che io potessi aspettarti per ricordarmi la sorte di tutti e comune. Mai mi sarei atteso che qualcuno mi aspettasse colà.
Soldato Collins, in prima fila a 29 anni, nel verde e nella foschia tra Rivotorto e Assisi, dove nacquero i miei nonni materni, dove mi sento a casa mia come in pochi altri posti, dove correndo mi sembra di non sentire le mine e le bombe che la vita ha disseminato sul mio percorso.
Soldato Collins, io prego per te e tu con me, arma il mio braccio con la tua arma in petto che spara a salve nel silenzio della morte. Quel cancello aperto era anche per me.
Ti rendo onore soldato Collins, che la morte non ti sia grave, come la corsa al mattino, come il passo delle cerve, come lo sguardo che si slancia su questa terra che odora di pace e insieme di una guerra senza fine".