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Per vedere l'effetto che fa...

Pubblicato da enzo cilento su 14 Marzo 2014, 04:07am

Tags: #attuale

Partiamo ora - rigorosamente in comitiva - per ritiro e mangiatorie varie e poco eventuali - verso Assisi che, da patria dl poverello, nel frattempo si è trasformata in altro, complice anche un inevitabile effetto Bergoglio.

I frati gongolano certo (non so, il santo); e con loro tutti gli operatori turistici umbri.

Nella storia, da ottocento anni, di effetti Bergoglio del resto ce ne saranno stati tanti, andati e a noi sconosciuti: ahi "l'eterno e le morte stagioni"...

Eppure sono curioso il giusto, di capire e di relazionare.

Nel frattempo, registriamo l'entusiasmo dei media sull'anno bergogliano (ieri un anno) e sarebbe bello capire cosa sia davvero cambiato in dodici mesi, sotto questo cielo, dove ha continuato a piovere e a far caldo, ad aumentare la temperatura invernale di 2 gradi, in Europa, questioni tutte, sulle quali invero, il papa argentino non avrebbe potuto fare molto.

Nel frattempo sono caduti altri governi in Italia (accadeva anche con altri papi); le leggi a tutela del genere maschile in Aula sono sempre quelle; Sanremo non è cambiata e purtroppo neppure il nostro sport nazionale, calcio e Juventus come sempre.

Mi sembra di riprendere la vecchia canzone del povero Dalla, "L'anno che verrà", che però nel nostro caso se n'è andato (sia l'anno, che Dalla), mentre in un anno il nostro cinema, il nostro teatro, il bel tempo che fu, ha contato i suoi caduti, come sempre: non c'è più la Melato, non c'è più la Proclemer; non più, non più: così del resto quel venditore di Almanacchi leopardiano di fronte a chi gli prospettava grandi novità.

Di Bergoglio però abbiamo riempito giornali e telegiornali; si è cominciato a dire che altre famiglie ed altre coppie esistono e forse hanno una dignità, anche Oltre Tevere; che in fin dei conti bisogna farci i conti: anche con gli scandali, la pedofilia, mons Scarano, lo Ior, il carrierismo e le lobbies.

Un anno insomma per raccontare di desaparecidos, di nonne di plaza de Mayo, delle periferie esistenziali, del modo di far chiesa a Buenos Aires, e di convivenza forzata con il papa emerito.

Un anno di encicliche a quattro mani e di Evangelii Gaudium, di viaggi in Brasile, e di reportage dalla terra del Papa, l'astigiano, e da quella dei fuochi.

Un anno di crisi, di Grillo, di ripresina, di manovrina, di espulsioni dal partito e di implosioni a destra e a sinistra.

Un anno con Bergoglio, mentre parto per Assisi, io e la piccola banda di gitanti che va a verificare cosa resti di Assisi.

A me conforta che vi siano ancora le spoglie di Francesco, colà, e la bellezza di Giotto, in attesa di chiudermi in un eremo, stanco di vedere con Bergoglio l'effetto che fa...

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B
Non é facile immaginare i pensieri di Bergoglio, quelli che nessun microfono, nessuna televisione e nessuna delegazione raccoglie, quelli più intimi che forse lui stesso ama condividere solo con il Cielo, anche per valutare il da farsi qui sulla terra - che é ben vario e non sempre rispondente per le sue necessità, alla volontà di Dio e degli uomini di fede. <br /> <br /> Uomini di stato o di potere, capi famiglia o d' industria che si rifiutano di guardare in faccia la realtà, giovani che sulla scia di tutte le novità di questi ultimi tempi manifestano inquietudini profonde, un' economia che penalizza chi vorrebbe solo vivere solo del giusto ed invece ha difficoltà per garantire l'essenziale ai propri cari, malattie, guerre, scandali e la stanchezza dell'anima che - come lui può ben immaginare - molti portano dentro per tutto il vissuto. <br /> E così é possibile - mi dico - che Bergoglio pur volendo essere accanto alle diverse realtà e difficoltà del mondo, può certo proporre Fede, Amore, Uguaglianza, Giustizia, ma non &quot;imporre&quot; tutto ciò; a giudicare dagli eventi di questo suo primo anno di pontificato (considerando anche il suo passato di uomo e quello degli anni che precedono la sua elezione) con il suo dialogare con tutti e di tutto si propone forse di trovare il famoso anello di congiunzione che potrebbe dare voce a ciò che lui per primo sente: l' Amore di Dio. Non è un problema per lui uscire dalle &quot;stanze di San Pietro&quot;, usare dei mezzi di trasporto comuni, vivere con semplicità il suo ruolo e il suo credo, donare anche una carezza; uno dei suoi principali obiettivi, mi sembra, sia conciliare il &quot;Suo&quot; mondo, quello della Chiesa, nei suoi aspetti più essenziali, necessari ed importanti con il resto del mondo, quello a lui più caro. Forte delle sue convinzioni, mi sembra abbia perseverato in un agire e un dire, che possono non essere condivisi, ma apprezzati per il messaggio importante inequivocabile che portano in se. <br /> <br /> E' giusto quindi che ogni uomo - credente o non, curioso della vita - valuti l'operato e gli obiettivi condivisibili con il Sacerdote di Roma (come si é definito di recente) alla luce delle proprie esigenze dell' Anima per decidere se scendere in campo con la Squadra del Capitano argentino, ritiro spirituale ed allenamenti compresi...perchè nò!!
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