Partiamo ora - rigorosamente in comitiva - per ritiro e mangiatorie varie e poco eventuali - verso Assisi che, da patria dl poverello, nel frattempo si è trasformata in altro, complice anche un inevitabile effetto Bergoglio.
I frati gongolano certo (non so, il santo); e con loro tutti gli operatori turistici umbri.
Nella storia, da ottocento anni, di effetti Bergoglio del resto ce ne saranno stati tanti, andati e a noi sconosciuti: ahi "l'eterno e le morte stagioni"...
Eppure sono curioso il giusto, di capire e di relazionare.
Nel frattempo, registriamo l'entusiasmo dei media sull'anno bergogliano (ieri un anno) e sarebbe bello capire cosa sia davvero cambiato in dodici mesi, sotto questo cielo, dove ha continuato a piovere e a far caldo, ad aumentare la temperatura invernale di 2 gradi, in Europa, questioni tutte, sulle quali invero, il papa argentino non avrebbe potuto fare molto.
Nel frattempo sono caduti altri governi in Italia (accadeva anche con altri papi); le leggi a tutela del genere maschile in Aula sono sempre quelle; Sanremo non è cambiata e purtroppo neppure il nostro sport nazionale, calcio e Juventus come sempre.
Mi sembra di riprendere la vecchia canzone del povero Dalla, "L'anno che verrà", che però nel nostro caso se n'è andato (sia l'anno, che Dalla), mentre in un anno il nostro cinema, il nostro teatro, il bel tempo che fu, ha contato i suoi caduti, come sempre: non c'è più la Melato, non c'è più la Proclemer; non più, non più: così del resto quel venditore di Almanacchi leopardiano di fronte a chi gli prospettava grandi novità.
Di Bergoglio però abbiamo riempito giornali e telegiornali; si è cominciato a dire che altre famiglie ed altre coppie esistono e forse hanno una dignità, anche Oltre Tevere; che in fin dei conti bisogna farci i conti: anche con gli scandali, la pedofilia, mons Scarano, lo Ior, il carrierismo e le lobbies.
Un anno insomma per raccontare di desaparecidos, di nonne di plaza de Mayo, delle periferie esistenziali, del modo di far chiesa a Buenos Aires, e di convivenza forzata con il papa emerito.
Un anno di encicliche a quattro mani e di Evangelii Gaudium, di viaggi in Brasile, e di reportage dalla terra del Papa, l'astigiano, e da quella dei fuochi.
Un anno di crisi, di Grillo, di ripresina, di manovrina, di espulsioni dal partito e di implosioni a destra e a sinistra.
Un anno con Bergoglio, mentre parto per Assisi, io e la piccola banda di gitanti che va a verificare cosa resti di Assisi.
A me conforta che vi siano ancora le spoglie di Francesco, colà, e la bellezza di Giotto, in attesa di chiudermi in un eremo, stanco di vedere con Bergoglio l'effetto che fa...