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Il pozzo del deserto

Pubblicato da enzo cilento su 23 Marzo 2014, 08:10am

Tags: #in vista

Incontro la samaritana ad un pozzo; ed è ancora una donna avvenente: in fondo, tutte le sue storie non sembrano averla fatta sfiorire: tutt'altro. C'è chi dice che questo l'ha mantenuta giovane.

Ella ha ancora cura di sé ed è coperta di monili, bracciali, pendagli.

La pelle sua è tesa, ancora, come quella di un giovane. Vi leggo qualcosa di mascolino, di così determinato, androgino.

Tante le samaritane che ho incontrato nella mia vita.

E sempre, al fondo del loro esistere, una insaziabile sete di vivere. Alla ricerca di un solo buon motivo per invecchiare. Non ce ne sono. Siamo fatti per sempre.

Le chiedo da bere e lei si sente ancora una volta come corteggiata.

Amo le samaritane, così sicure di sé.

La mia storia invece è molto più incerta, piena di percorsi contorti che un po' della mia sicurezza me l'han fatta perdere. santificato e inebetito dall'impudicizia.

"Cara samaritana sconosciuta, ho sempre adorato - vorrei dirti - quell'aria da signora dello schermo, quell'aria da Mata Hari e Greta Garbo, mentre prendi l'acqua come la regina del deserto, avvolta nel tuo velo blu di queste notti, come quel cielo di tenebra. In un eterno abito da sposa, sul palco.

E al tempo stesso tutto questo mi ha sempre inibito: troppo sicura, troppo vorace, mantide, signora di Samaria che te ne vai a prender la brocca per darmi da bere e già temo che tu mi possa abbracciare e sfiorare fino al brivido.".

Non ti stupisce la mia stanchezza, dunque, così come non mi meraviglia la tua energia. Non ti stupisce più di tanto che uno straniero, bello di fama e di ventura, ti stia chiedendo qualcosa, biondo era e bello e di gentile aspetto, dunque, perché dalla cintola in su tutto il vedrai e non sarò un gran bel vedere.

Non ho molto da offrirti invero: tu hai tutto ormai, compresa la tua irrequietezza. Mentre io posso dirti solo chi sei, quale potrebbe essere la sorte mia e tua, quella degli uomini tuoi e delle tue conquiste, anche se il mondo va in altra direzione, va comunque, come gli pare, non come parrebbe a noi.

Non a me, che vorrei dargli una salvezza algida che non ho, non qui; non a te, cui pure il tempo finirà per infliggere la sua condanna: tanto che nessuno più al pozzo ti chiederà da bere per sedurti e al più crederà solo di poterti dire di te e del tuo passato furente e inverecondo, vorace e tenero, disperato e che non si arrende a morire e a diventare vecchio pure lui, il passato.

Non ti meravigliare ch'io sia in grado di dirti di te: ne ho incontrate a migliaia come te, tutte diverse, in questa condanna eterna di veder donne e uomini presso un pozzo, per millenni, abbandonato pure dal padre mio in questo andare a caccia di avventure umane che poi tutte si somigliano spaventosamente.

Sei l'ennesima samaritana ahimè dunque, l'ennesima attrice, regina del deserto, occhi di Taylor, viola, veli.

Sei disperata come me che la gioventù ti lascia e un altro uomo implorerai che ti corteggi ancora per non vederti prossima al tramonto, alla decrepitezza.

Il mondo vecchio, decrepito anche lui, non è che un eterno incontrare le stesse storie, le stesse tristezze e melanconie.

"Hai sete?" Tutti ne abbiamo in questo deserto e nessuno in fondo che sappia davvero raccontarci la nostra storia, quella vera, non quella comune a tutti e che sa di morte..

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