“Un povero coperto di piaghe stava alla sua porta; ma erano i cani che venivano a leccargli le ferite”.
E’ la storia di Lazzaro e della sua storia umana fatta di briciole e di miseria. Ma è anche la storia del ricco insensibile e la storia di ciascuno di noi.
Gli avvenimenti quasi non ci sorprendono più: spesso (sempre?) sono i cani ad avere pietà. E non puoi dire più neppure che non te lo aspettavi.
Voglio ricominciare a vivere domani: quante volte non ci è accaduto? E in ogni caso non posso riprendere che di là, da quelli che hanno avuto pietà.
E allora mi faccio la lista di quelli che, vedendoci a terra, ci si sono accostati con quella solidarietà che vorremmo saper dare anche noi, ogni volta che un povero lebbroso, un povero Lazzaro, ce lo troviamo di fronte.
Faccio memoria pertanto di quelli che si sono messi con me, davanti alla porta, a chiedere l’elemosina e scopro che, pur non essendo innumerevoli, ci sono: e questo mi dà conforto.
So da dove ricominciare e so anche che il Paradiso deve essere molto simile ad un luogo di solidarietà e di odori forti; di ferite, leccate da chi decide di farlo, pur potendo fare altro.
Ho qualche amico – mi sono detto stamani – e me li sono scritti, quei nomi, su di un foglio: mi è sembrato di avere seminato molto e di aver raccolto poco – è vero – ma neppure è stata tutta fatica gettata al vento.
Sono operazioni che vanno fatte di tanto in tanto, per non morire di depressione.
Ho dei numeri di telefono: i loro.
I loro indirizzi; mi ricordo i loro volti e la lingua che mi ha curato, in quelle occasioni. Sono cani bastonati come talora mi vedo anch’io. Ma tant’è …
E’ a loro che appartiene il regno dei cieli. E anche quello della terra, in fondo.
Da domani ricomincio a tessere la mia tela, qualora l’avessi lasciata. Da domani comincio dalle cose belle fatte, dagli incontri che mi hanno dato conforto. Da domani ricomincio a sentire i latrati sotto casa, davanti alla porta e a riconoscere quel piccolo branco che mi ha adottato.
Molti spelacchiati, nessuno di razza pura: randagi insomma a cui la vita ha saputo insegnare che gli altri sono proprio come te. E che una leccata sulla ferita è ciò per cui andremo in cielo: già da ora.
Al ricco, certe cose non servono … - ululando al telefono.