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Dodici nomi

Pubblicato da enzo cilento su 24 Gennaio 2014, 19:26pm

Tags: #in vista

Dodici nomi, compreso quello di chi lo vende per qualche soldo.

Così Marco parla "di quelli che voleva". "Ed essi andarono da lui".

C'è almeno un segnale da cogliere in questo: "se mi vuoi, mi chiami col mio nome". Magari puoi anche ribattezzarmi con un nomignolo, come succede tra gli amanti o tra gli amici di vecchia data; con un soprannome.

Per me sei anche questo, un nomignolo in più, simbolico ed evocativo, tra noi!

Ed è l'unica condizione - io ritengo -- per poter dire di aver fatto esperienza di una Altro personale; talora persino di una Trascendenza e di un incontro che vada al di fuori di noi stessi.

Certo, accade anche a noi di chiamarci per nome: "Enzo sei sempre il solito" - mi dico di tanto in tanto; e nessuno sa pronunciare il mio nome come me stesso, è ovvio.

O come può farlo chi ha ben presente chi sono, attento a ciò che sono stato e a quella che è la mia storia. Tanto che, se uno ci conosce bene o da tempo, basta la sola intonazione della voce, per capire cosa ci sia dietro quel nostro nome appena pronunciato, anche a mezza voce.

Non solo ci chiamano col nostro nome, ma quello corrisponde davvero - in una misura plausibile - alla nostra identità.

Non sono le norme, le regole e le ritorsioni a chiamarci per nome: esse parlano a tutti - semmai - e in terza persona.

E' il rivolgersi a me, convocandomi esattamente per quel che sono, a garantirmi di avere a che fare con un Tu.

Credo che sia tutta qui la differenza; e mi chiedo spesso se e quando mi sia sentito chiamare per nome. Da chi.

Da mia mamma, dai miei amici migliori, da chi mi ha scrutato ed osservato a lungo con benevolenza, da un maestro; solo loro conoscono il mio nome - posso dire; e solo da loro sentirlo pronunciare non è come un nome che ne valga un altro.

Dentro c'è la mia identità e c'è una familiarità che mi fa dire: è proprio a me che sta parlando; a ciò ch'io sono. Non ad altri.

Proprio perché non siamo mai un nome come tutti gli altri.

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