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Pietra su pietra

Pubblicato da enzo cilento su 21 Novembre 2013, 20:51pm

Tags: #in vista

Le macerie talora sono ancora fumanti: sono quelle delle nostre vite.

E non si può fare a meno di provarne pena. Perché non abbiamo riconosciuto il tempo in cui avremmo potuto salvare e valorizzare la nostra esistenza.

Qualcuno probabilmente avrà pianto per questo. Forse mio padre e mia madre, qualche mio amico.

Ai loro occhi era come se stessi morendo in quel frangente, mentre ero convinto di non avere mai vissuto così pienamente.

Non c'era quasi più pietra su pietra.

Solo, in una grande città, in una piccola casa, con un'incrostazione inutile di abitudini senza senso; con le mie manie e le mie diete alimentari; la mia immagine e la mia professione; il successo: da solo.

Qualcuno, vedendomi partire e allontanarmi, non aveva potuto trattenere il pianto, il dispiacere e la rabbia, il disappunto: "ti prego fallo tornare! Soprattutto, fallo tornare in sé".

Gli uomini si perdono, spesso, e una pietra dopo l'altra, diventano sepolcri su cui si passa senza neppure accorgersene. Non lasciano nulla: polvere sollevata dal vento.

E' di questo amore che dovremmo aver cura: che nessuno si lasci cancellare dal proprio nemico, dalle trincee che ci si stringono attorno. Ma spesso siamo solo costretti a guardare: a prevedere lo spettacolo e ad assistervi impotenti; talora persino spettatori del nostro stesso fallimento.

La mia generazione ha visto molti amici svanire così.

Siamo partiti con un desiderio forte di essere altro e abbiamo finito con l'essere nulla, o quasi. Potrei contarli e nominarli uno ad uno i naufraghi: suicidi e surrogati, solitudine, abbandono. E non so ancora spiegarmi perché.

Mi viene voglia di fermarmi davanti alle porte di questa città disperata e di piangere come Gesù davanti a Gerusalemme: perché non abbiamo riconosciuto la bellezza di essere stati visitati dal dono stesso di poter vivere.

Ora che l'ora è tarda e che le macerie sono calde e insieme raggelate, non resta che prenderne atto: qualcuno ha pianto inutilmente per noi.

Se solo ci avessero accolti con maggiore misericordia, però!

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