"Ha scritto TI AMO sulla roccia, non sulla sabbia... E accanto ci ha messo il tuo nome. Forse l'ha sognato di notte, nella tua notte. Alleluia! Puoi dire a tutti: non si è vergognato di me" .
don Tonino Bello
Mentre leggevo questo, questa sera, insieme ad altri, mi è tornato in mente quel piccolo bosco di lapidi che c'era a Chiaravalle, con i muschi e l'erica cresciutavi sopra, dove il nome di ciascuno era quasi scomparso, nascosto, consunto, perché del resto quel nome è importante che lo ricordi Dio, Lui prima di ogni altro, Lui solo: che non smetta mai di pronunciarlo: Lui no, almeno.
Dopotutto, è questo che conta: che sia sulla sua roccia e nella sua gola, come un'eco senza tempo, che cadenza il respiro della notte e del riposo: la nostra notte, buia e greve un tempo, leggera e cosmica, orbitante ora, fino all'eternità: "mi sei appartenuto da sempre".
Ed è questo che mi rende pieno di gioia e di speranza.
Che non si è mai vergognato di me: che su di me ha scommesso la sua voce e il suo richiamo, da lontano, dalla profondità dell'essere per sempre.
Molti si sono vergognati, di contro, di noi; e molti ci hanno dato per morti e per vinti. Noi siamo la grande vittoria di Dio, della sua scommessa.
E' più grande la sua vittoria quanto più era buia e senza finestre la nostra notte.