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I nostri bambini

Pubblicato da enzo cilento su 17 Novembre 2013, 11:26am

Tags: #in vista

Da quanti anni non partecipavo ad un Messa per i Bambini?

Noi, così adulti e così ragionatori, aristotelici e tomisti, strutturalisti e fenomenologi: noi tanto presi da noi stessi e dalla nostra razionalità strabordante che abbiamo bisogno di ben altro impegno intellettuale per poterci sentire corrisposti...

Ma per fortuna certi eventi hanno talora tutti i caratteri della provvidenzialità. A quella Messa per minori ci devi andare perché è l'unico orario per te praticabile questa domenica.

O forse perché ti è stato chiesto di occuparti (come se poi ne fossi in grado!) di quei ragazzini che scorrazzano lungo le navate e parlano col celebrante come con un amichetto loro: per non dire di quel salire all'altare per scambiare con lui il gesto di una pace che noi adulti non sappiamo più avere.

Sentimentalismo - mi si dirà: vaga nostalgia per quello stato di felicità ingenua che del resto è essa stessa utopia. O forse solo rimpianto.

E' una lettura plausibile - se vogliamo metterla così: eppure non è tutto. Non è esaustiva. Dentro c'è della tenerezza e c'è della verità: che noi di questa tenerezza abbiamo bisogno; di questa pace; di questa immediatezza; di questa disponibilità ad accogliere e ad essere accolti.

Chi si prenderà cura dei nostri bambini? Chi accarezzerà e rispetterà i loro sogni? Chi parlerà ancora loro come si parla ai bambini senza farne dei cloni tristi degli adulti, come fa la tv?

Chi ne rispetterà la loro età, la loro pulizia, senza cadere nella trappola dell'Orco e di chi ne fa oggetto di desiderio sessuale; di commercio; chi li guarda come potenziale acquirente e segmento consumistico da sfruttare facendo dilagare tra loro l'omologazione e il conformismo; status simbol e oggetti del desiderio che diventano insostituibili perché "non si sentano infelici ed inferiori agli altri": come se essere e possedere coincidessero.

I bambini che non ci interessano solo come cose da conquistare.

Chi parlerà loro perché vadano a Lui perché sa parlargli piuttosto che vendergli qualcosa o passarglielo sottobanco?

Mi commuove - scopro - questa infanzia che lasciamo sola davanti ai suoi attentatori e mi viene timidamente da chiedere a Dio che trovino sempre chi li accolga per quello che sono: una delle cose poche pulite che ci restano. Chissà per quanto, però...

E - sarà l'età - mi commuove la loro letizia. Che leghino al loro collo un macigno e si lascino annegare coloro che ne minacciano la levità!

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